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Cari volontari, vi chiedo scusa

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Roberto Grandis
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Come mi definirebbero coloro che hanno dei blasoni da mostrare, sono un “semplice” o un “comune” cittadino. Non posseggo blasoni, ma, una volta tanto, indosso la fascia tricolore e a nome degli italiani, chiedo scusa. La chiedo a Giovanni, a Carlo, a Maria, a Miriam, a Lorenzo a Toni e a tutti gli altri che non conosco ma che si trovano nella loro medesima condizione. Sono dei volontari: passano gran parte del loro tempo libero a far compagnia agli anziani disabili, nelle varie case di cura (in molti casi un eufemismo per indicare l' ospizio di antica memoria). Li accudiscono, li puliscono, danno loro un aspetto normale che il trascorrere della vita nega di giorno in giorno. Anziani ancora in grado di comprendere e anziani che "sono fuori". Parlano amorevolmente con i "vecchietti", permettendo loro di trascorrere qualche ora serena. Cercano di farli ancora sentire parte del genere umano. Perché lo fanno? Per sentirsi buoni? Per tornaconto personale? Nulla di ciò: il loro movente è solo il dovere che avvertono. Dovere, perché la solidarietà è (o dovrebbe essere) il cardine della comunità: la solidarietà vissuta, non quella conclamata. Per loro la coerenza conta assai più dei precetti e dell'ortodossia. Giovanni, Carlo, Maria e gli altri escono nel tardo pomeriggio dai rispettivi luoghi di lavoro (Miriam e Lorenzo sono disoccupati, Toni è ancora studente) e si recano dai loro preziosi amici. Ciò si ripete anche nelle giornate festive, perché i bisogni degli anziani non hanno calendario. Sono persone splendide e trasparenti, dotate di un profondo senso civico e, come ovvio, percepiscono chiaramente il dovere di pagare le tasse; né, d'altra parte, potrebbero mai evadere, stante la loro condizione di dipendenti o di disoccupati. Tra qualche giorno si troveranno accanto, nel medesimo impegno, un personaggio che sarà in quel luogo non per sua scelta. Deve scontare una pena: quella di avere evaso e, di conseguenza, di essersi preso gioco di tutta la comunità, volontari e vecchietti compresi. Tuttavia non lo vedranno molto: solo quattro ore alla settimana e sempre inseguito dalle telecamere. Negli altri giorni ha altro da fare. Forse gli affideranno vecchietti "super", quelli che si accontentano di mangiare e fare i loro bisogni in una precisa metà-giornata settimanale. O, più facilmente, i vecchietti non li vedrà mai, perché i blasonati non possono espletare simili incombenze. Lo metteranno magari in amministrazione e chissà che non ne scappi pure un discreto lascito per l' "ospizio". Lorenzo e Miriam (disoccupati) e Toni (studente) non possono certo erogare lasciti, lui sì. I vecchietti ai primi, incombenze di altro livello e giornalisti al seguito al secondo. Amici volontari, a voi che nel vostro silenzioso impegno, siete i veri "politici" di questo Paese, il popolo italiano deve delle scuse. Non è molto, non appiana le ingiustizie, non ridistribuisce i blasoni, non crea notizia, non determina accessi mediatici. Però vi prego: accettate almeno quelle! [email protected]