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Le slide di Renzi

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Roberto Grandis
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Nella sua carriera scolastica, Renzi si sarà pure imbattuto nel poeta Gianbattista Marino (“è del poeta il fin la meraviglia”) e avrà probabilmente stimato che certi piccoli gesti inosservati e poco significativi in determinati ambienti, possono, in altri, costituire proprio quella “meraviglia” di cui parla il Marino che poi ammonisce “chi non sa far stupir, vada alla striglia”. Detto e fatto. Ecco l'armamentario didattico per le sue conferenze stampa: slide, videoproiettore e telecomando. Giù i giornalisti a fotografare, riprendendo, con lo zoom, quel diabolico gingillo che permette di far scorrere, a distanza (!), le slide. Poi fiumi di parole: la novità renziana, le slide del presidente, il “tocco in più” dell'ex sindaco fiorentino e avanti così. Obiettivo colto in pieno e non ce ne vorrà quel poeta napoletano per una piccola variazione: “E' del premier il fin la meraviglia”.Intendiamoci: Renzi ha fatto benissimo a utilizzare quei sussidi, sia da un punto di vista didattico sia da quello dell'”effetto stupore”. Solo che tali strumenti, oltre che provocare meraviglia, hanno aperto un squarcio crudele su un'altra realtà: il grigiore della politica. Sono almeno vent'anni che chi, come il sottoscritto, si occupa di formazione, utilizza in aula slide e telecomando. Un tempo c'erano i meno sofisticati lucidi con relativa lavagna luminosa. E nessun formatore ha mai destato meraviglia per un simile armamentario. Lo si dà per scontato. Non così, invece, nei palazzi del potere, abituati da sempre, a quanto pare, a verbose conferenze, prive di un minimo di “colore”, oltre che di un ovvio rinforzo didattico. Una piccola e assolutamente normale modalità espositiva si è trasformata in un colpo di teatro niente male. Renzi, abilissimo in arte oratoria e annessi, si è portato a casa un punto in più. Niente male. Rimane tuttavia il fatto che, al di là della meraviglia, dell'arte oratoria e della giovanile disinvoltura, sarà importante trasformare le parole in atti, gli annunci in realizzazioni. Soprattutto per chi, come il nostro premier, ha fin da subito ostentato grande sicurezza, vivacità e ambizione: doti queste che non guastano affatto se si concretizzano. Lo auguriamo di cuore a Renzi e rimaniamo in attesa. Unico dubbio: se dovesse davvero riuscire a portare a casa in tempi così rapidi quei sorprendenti risultati annunciati, avrebbe raggiunto un secondo obiettivo. Se con le slide ha squarciato il grigiore della vecchia politica, conseguendo, nei tempi, quegli obiettivi annunciati darebbe la patente di “ciuchini” a tutti coloro che l'hanno preceduto. Incrociando le dita, prepariamo, virtualmente, quel posto “da somaro” che nella vecchia scuola veniva riservato agli alunni peggiori. Poi, vedremo chi farvi sedere. [email protected]