Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

I play off e i servi devoti

Esplora:

Roberto Grandis
  • a
  • a
  • a

L'aveva dichiarato in un'intervista a Famiglia Cristiana: “Vado a Messa ogni domenica ma mai ho udito, in un'omelia, una condanna per gli evasori fiscali”. “Lui” era Romano Prodi, all'epoca, luglio 2007, presidente del Consiglio dei ministri. Questo episodio costituì pure, a quel tempo, l'occasione per un articolo in questa nostra rubrica. Apriti cielo: le reazioni non si fecero attendere. Insorse, sulla stessa rivista paolina, una firma ricorrente, padre Giorgio Muraro: “Siamo davvero tenuti a pagare il fisco per mantenere in vita tutte queste attività parassitarie?” Poi arrivò Giulio Andreotti, lanciando la beffarda proposta di regalare a Prodi il Catechismo. Non poteva mancare Pier Ferdinando Casini dalla lunga abitudine a sparare sentenze: “Prodi ha una concezione lunare dei rapporti tra stato e chiesa”. Tarcisio Bertone, l'allora segretario di stato di Papa Ratzinger, difese attaccando: “Si pensi piuttosto ai parlamentari che si sono aumentati lo stipendio”, personalissima traduzione del fuscello e della trave di evangelica memoria. Persino Roberto Maroni definì, quello di Prodi “un colpo di sole”, evento peraltro a lui ben noto per la frequentazione estiva ai prati di Pontida. Romano Prodi era servito: non si permettesse più irriverenti e sfrontate osservazioni. Tutto il Gotha dei "devoti" lo attaccava.Il tempo è sempre galantuomo. Prodi non è più presidente del consiglio e neppure è salito al Colle, in forza del cristiano trabocchetto di 101 deputati. Forse ha persino dimenticato quell'episodio. Qualche settimana fa però, qualcuno indirettamente lo ha ravvivato: non certo un personaggio di secondo piano, anche se gira su una vecchia Renault 4 e trasporta personalmente il proprio bagaglio a mano. “I benefattori della Chiesa - ha affermato Papa Francesco senza mezzi termini - anzitutto debbono pagare le tasse allo Stato e la giusta mercede ai loro dipendenti”. Che Romano avesse ragione? Che quella sua asserzione non fosse poi così blasfema? Occorreva una controprova: i suoi detrattori si sono stracciate le vesti per quell'indicazione così “anomala” del successore di Pietro? Niente affatto, tutti ad applaudire e a sottolinearne il valore. Unica eccezione chi, nel frattempo era passato a migliore vita.Prodi trionfa nei play off. Le banderuole segnavento si sono riallineate, con servile devozione, alla nuova brezza. Un venticello che diventerà bufera. [email protected]