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Tour in silenzio, grande dolore per la strage

Jacopo Barbarito
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Nemmeno un attimo di esitazione. Nel giorno in cui tutta la Francia si stringe attorno ai parenti delle vittime della strage di Nizza, il Tour decide di non fermarsi. Un segnale forte da dare prima di tutto alla Francia e ai francesi, pur correndo con tanto dolore e sgomento nel cuore. Così alla partenza e all'arrivo non si sono tenute le consuete celebrazioni festose e anche la carovana gialla è stata in silenzio per i 37,5 chilometri di strada. I leader della corsa si sono radunati per un minuto di raccoglimento: così il Tour ha voluto rispettare il lutto delle persone coinvolte nei tragici fatti di Nizza. Venendo alla corsa, alla fine Tom Dumoulin bissa il successo ottenuto sotto la grandine di Andorra, vincendo la tredicesima tappa, cronometro individuale di 37,5 km da Bourg-Saint-Andeol a La Caverne du Pont-d'Arc. Froome consolida la maglia gialla chiudendo secondo a +1'03'', crolla Fabio Aru che arriva con un ritardo di 4'25'' dall'olandese. E' un'annata davvero straordinaria per Dumoulin che, nel rispettoso silenzio per le vittime della strage di Nizza, conquista la seconda tappa al Tour dimostrando di essere ultra competitivo a cronometro. Il corridore della Giant-Alpecin si impose anche nella prova contro il tempo al Giro d'Italia (il prologo nella sua Olanda). Froome dimentica velocemente la salita a piedi del Ventoux e si piazza secondo a +1'03'' dando un segnale forte a tutto il Tour. Terzo il portoghese Oliveira +1'31''. In classifica il britannico della Sky consolida la maglia gialla e ha ora un vantaggio di 1'47'' su Mollema e di 2'45'' su Yates. Quarto Quintana a 2'59'. Giornata più che negativa per Aru, il peggiore tra i big: il sardo dell'Astana scivola in decima posizione nella generale con un distacco di 5'16'' da Froome.