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L'accordo c'è: lacrime e sangue

Eleonora Sarri
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Tsipras a un certo punto si è tolto la giacca e, più o meno, ha detto all'Eurogruppo: “Volete anche questa?”. La vignetta di Alessandro Garnier che vi proponiamo sintetizza al meglio uno scenario complesso che andrà indagato da qui alle prossime ore. Certo non è stato semplice trovare un accordo per salvare la Grecia, evitandone il default finanziario e garantendone la permanenza nell'eurozona. GUARDA LE VIGNETTE DI GARNIER Ora, infatti, servirà l'ok del Parlamento greco, ma l'accordo per salvare Atene dal default, bello o brutto che sia, c'è e permette alla Grecia “di rimettersi in carreggiata con il sostegno dei partner”, sottolinea con soddisfazione il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, commentando a caldo, in conferenza stampa col presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e il presidente dell'Eurogruppo, il ministro delle Finanze olandese Jeroen Dijsselbloem, l'intesa raggiunta dopo 17 ore di trattative. L'accordo, va detto, è stato raggiunto all'unanimità, e come sottolinea l'Eurogruppo consente di “avviare un programma Esm per la Grecia con riforme serie e sostegno finanziario”, ha continuato Tusk. L'intesa, ha detto ancora il presidente del Consiglio europeo, “evita le conseguenze sociali e politiche che il mancato accordo avrebbe avuto: mi rallegro per un'intesa che permette di ripristinare la fiducia”. Tusk ha ringraziato Juncker, il quale a sua volta ha parlato di accordo “difficile”. Grazie all'intesa “la Grexit non ci sarà: siamo soddisfatti del risultato”. Juncker ha espresso fiducia nella possibilità, per il Parlamento greco, di approvare tutte le misure concordate a Bruxelles. L'intesa giunge ieri mattina al termine di 17 ore di trattativa durissima. Ferma la posizione assunta dalla Germania, seguita dai Paesi del Nord Europa, mentre Francia e Italia hanno lavorato intensamente per una mediazione. A più riprese la Merkel - allineata con il falco Wolfgang Schaeuble - ha avvertito che non si trattava di siglare un accordo a ogni costo. A testimoniare la tensione accumulatasi durante le oltre 15 ore del vertice c'è tra l'altro il duro scambio di battute che Schaeuble avrebbe avuto col governatore della Bce Mario Draghi: “Non sono stupido”, sarebbe sbottato il ministro delle Finanze tedesco. I riflettori sono rimasti puntati soprattutto su Tsipras che ha cercato di spuntare condizioni migliori resistendo fino all'ultimo al pressing per riforme draconiane da varare in tre giorni. Tsipras si sarebbe a un certo punto sfilato la giacca per chiedere agli altri leader se intendessero prendergli anche quella.