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Terrorismo, Renzi: “Non è tempo di interventi militari”

Eleonora Sarri
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“In Libia la soluzione è difficile, ma la comunità internazionale se vuole ha tutti gli strumenti per poter intervenire. La proposta è quello di aspettare che il consiglio di sicurezza Onu lavori sulla Libia, ma non non è il tempo dell'intervento militare”. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi nel corso di un'intervista al Tg5. GUARDA tutte le vignette di Garnier Parlando poi ai mifrofoni di TgCom24, Renzi osserva: “Non possiamo passare dall'indifferenza all'isteria generale, la comunità internazionale se vuole ha tutti gli strumenti per intervenire. Coinvolgendo tutti gli attori in gioco, le tribù locali, i Paesi dell'Unione Africana, i Paesi arabi ed europei, sono convinto che la forza delle Nazioni Unite è decisamente superiore a quella delle milizie radicali". “La visione del governo - aggiunge Renzi - è una sola e tutti i ministri la condividono: aspettare che il Consiglio di sicurezza dell'Onu lavori un pò più' convintamente sulla Libia”. Renzi commenta poi le parole di Silvio Berlusconi sull'appoggio all'azione di governo e l'apertura ad una presa di responsabilità di tutte le forze politiche sulla Libia: “Credo che sia un fatto molto importante che un Paese sulla politica estera non litighi”. “Apprezzo molto che sulla politica estera - ha aggiunto - non ci siano divisioni tra i partiti. Vedremo che fare quando sarà il momento ma è bene che sulla una situazione di politica estera delicata il paese non si metta a litigare”. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha convocato una riunione al Viminale con i vertici della sicurezza. In Italia le diverse forze politiche discutono sull'opportunità o meno di un intervento militare. "Spezzeremo le reni alla Libia e se attaccherà Lampedusa la fermeremo sul bagnasciuga. Grazie a Renzie e al marmittone Gentiloni". Così Beppe Grillo ironizza sul suo blog . “Questo Governo dà i numeri - ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini a Radio Padania- sento che parlano di soldati e guerra con facilità, ma è già stata fatta una cazzata nel 2011 con Gheddafi, lo ha ammesso anche Prodi, non ripetiamola”. "In giro sentiamo troppa voglia di mettersi l'elmetto, ha invece ragione Romano Prodi: bisogna sostenere ogni sforzo diplomatico per un accordo tra le parti", ha ribadito Arturo Scotto, capogruppo Sel alla Camera.