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Coronavirus: Consulenti lavoro, 30 emendamenti a Dl per salvare aziende e lavoratori

AdnKronos
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Roma, 25 mar. (Labitalia) - Sono proposte forti quelle che i consulenti del lavoro hanno presentato oggi in Commissione Bilancio del Senato, dove è partito l'iter di conversione in legge del decreto n.18/2020 'Cura Italia'. Richieste che mirano a immettere immediatamente nel Paese la dotazione economica prevista dal governo, nonostante siano ancora limitate le misure in favore delle aziende. Per il Consiglio nazionale dell'ordine, “in questo momento straordinario servono interventi altrettanto straordinari e non si può pensare di utilizzare le farraginose procedure che la ritualità italiana propone”. "Fondamentale per la categoria sarebbe la chiusura almeno per un mese del Paese con il rinvio di qualsiasi pagamento e scadenza, ma con la corresponsione di acconti ai lavoratori subordinati di integrazioni salariali o stipendi. Ma in presenza di un numero comunque alto di imprese e lavoratori al lavoro questo non sarà possibile", spiegano i consulenti del lavoro. Ecco, dunque, alcune tra le più importanti proposte di emendamento, presentate oggi a Palazzo Madama. L'Ammortizzatore sociale unico (Asu), spiegano i consulenti del lavoro, "risolve il problema della disparità di trattamento di classi diverse di lavoratori, appartenenti a settori e Regioni differenti, ma senza lavoro per la medesima causa. Le procedure iper burocratizzate attualmente esistenti, peraltro molto condizionate dalla fase sindacale, devono essere superate da strumenti snelli, efficaci e rapidi. La parcellizzazione degli strumenti di integrazione salariale non aiuta l'equità sociale e il sostegno immediato ai lavoratori dipendenti da aziende colpite o chiuse a causa dell'epidemia". E ancora il pagamento diretto degli ammortizzatori sociali "per far fronte alla mancata liquidità degli imprenditori, che sono attualmente in difficoltà ad anticipare le retribuzioni ai dipendenti". Inoltre l'esclusione obbligo fruizione ferie prima della cig, spiegano i consulenti, "elimina il problema creatosi in questa prima fase di applicazione del decreto". Per i consulenti del lavoro l'eliminazione "del vincolo iscrizione enti o fondi per godimento cig sblocca la situazione di centinaia di migliaia di artigiani e di loro dipendenti; l'eliminazione sospensione procedure licenziamenti interviene su una misura penalizzante per le aziende che si trovano per giustificati motivi oggettivi ad interrompere i rapporti di lavoro; la semplificazione richieste cig per soggetti multilocalizzati risolve problema insorto in questi primi giorni di applicazione per le aziende che operano in diverse regioni; la sospensione generalizzata di versamenti contributi e tributi misura necessaria per dare respiro agli imprenditori e ai professionisti, che in questi giorni non riescono a fronteggiare gli obblighi normativi a causa delle restrizioni e dei mancati incassi; l'eliminazione della proroga di due anni per gli accertamenti riporta in equilibrio il rapporto stato-contribuenti". "Questi ultimi, in questa occasione, non solo risultano penalizzati economicamente, ma si vedono applicati dei rinvii minimi alle scadenze", concludono i consulenti del lavoro.