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Con i soliti nodi al pettine

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Sergio Casagrande
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Il 2017 sta quindi per andare in archivio. E, purtroppo, per l'Umbria è stato un altro anno di molte ombre. E poche luci. L'emergenza provocata dai “nuovi” terremoti, quelli del 2016, è proseguita. E sono continuate, forti, le difficoltà della crisi economica e occupazionale con il ritorno dei venti di bufera sulle grandi imprese in mano alle multinazionali. I segnali positivi non sono mancati, ma in realtà finora hanno solo permesso di far oscillare tra alti e bassi i piatti delle bilance, più che permettere che pendessero da una sola parte determinando così un netto miglioramento. Come quelli giunti dal turismo, con un primo trimestre con un marcato segno rosso e un resto dell'anno con qualche sprazzo di verde, anche se sbiadito e un lampo finale. O come quelli dell'export, in crescita soprattutto per i settori che inseguono la qualità e puntano all'eccellenza. O come quelli della partenza (finalmente) di un Frecciarossa diretto alle grandi città del Nord che risolverà però solo in minima parte il problema dell'Umbria ai margini dei grandi assi della mobilità nazionale. Così, ora, lavoro, ricostruzione post-sisma, infrastrutture e trasporti sono i grandi temi (e le grane) che il 2018 che sta per nascere sarà costretto ad ereditare. Cambierà, quindi, qualcosa nei prossimi 12 mesi? O ci ritroveremo il prossimo dicembre a tracciare un identico bilancio? Chissà. Intanto appropinquiamoci al nuovo anno con ottimismo e facciamo i più calorosi auguri a tutta l'Umbria. Perché di certo c'è che ne ha davvero bisogno. E ogni anno nuovo che nasce può essere sempre quello della svolta. O del rimbalzo, se si è davvero arrivati a toccare il fondo... Sergio Casagrande [email protected] Twitter: @essecia