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Pago la sosta, ma datemi il servizio

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Sergio Casagrande
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C'è di nuovo fermento, nelle stanze di molti palazzi comunali dell'Umbria, per riorganizzare i piani delle città in fatto di viabilità, accesso degli autoveicoli e parcheggio. Nelle ultime settimane Perugia ha annunciato un incremento dei posti per la sosta e in particolare di quelle a pagamento; Foligno, invece, ha deciso di munirsi di telecamere per vigilare in maniera più attenta sulle violazioni della Ztl. Mentre in molte altre località si discute su temi analoghi, tra chi vorrebbe nuovi soluzioni per agevolare i cittadini che scelgono le alimentazioni e i propulsori alternativi e chi continua a progettare parcheggi come alveari. Ben venga, quindi, tanta attenzione per gli automobilisti. Ma quello che sorprende è che di fronte a tanto interesse e a tanta solerzia, quasi nessuno - tranne poche eccezioni come quella di Perugia che, bisogna riconoscere, è in prima fila nell'elenco delle buone soluzioni - si premura ancora di rispettare una norma nazionale che è in vigore ormai da ben 10 mesi. Quella secondo cui, dal primo luglio scorso, i dispositivi di controllo della sosta di tutta Italia dovevano essere abilitati anche per i pagamenti con bancomat e carte di credito. Lo aveva disposto la legge di Stabilità dello scorso anno, uno di quei dispositivi che tutte le amministrazioni pubbliche solitamente leggono e conoscono bene, visto che li tengono in grande considerazione quando si tratta di avere la possibilità di elevare tasse e tariffe. Invece, sul fronte dei pagamenti elettronici per la sosta, in Umbria, il panorama è ancora oggi prevalentemente desertico. Così gli automobilisti (umbri e forestieri) sono ancora quotidianamente costretti a munirsi di spiccioli e, quando non li hanno, di andare alla loro caccia. Un giudice di pace del Lazio, nel mese di marzo, ha già dato ragione a un cittadino che, vistosi multato per non aver esposto il tagliando della sosta, aveva chiesto l'annullamento della sanzione sia per l'assenza di un lettore bancomat nella colonnina del parchimetro più vicino, sia per l'impossibilità di pagare utilizzando le banconote. Ma è assurdo che per avere un servizio, stabilito per giunta da una legge nazionale che vuole mettere l'Italia al passo dei più evoluti Paesi europei, si debba ricorrere alle vie legali. Forse, qualcuno, oltre a prevedere l'espansione delle strisce blu e il dispiego delle telecamere, farebbe bene a mettersi prima nei panni dei cittadini - utenti. Così, magari, capirebbe meglio di cosa ha davvero bisogno un automobilista e darebbe una più valida giustificazione anche a certe sanzioni.  Sergio Casagrande [email protected] Twitter: @essecia P.S.: A proposito, ok a nuovi parcheggi. E se sono a pagamento, siamo pronti anche ad affrontare lo sforzo. Ma c'è qualcuno (in Umbria, come nel resto d'Italia) in grado di progettare uno spazio adeguato a parcheggiare comodamente la vettura senza doversi contorcere per uscire dall'abitacolo o rischiare di far danni durante le manovre?