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Guerra tra bande, è una fortuna

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Sergio Casagrande
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In Umbria è in corso una guerra tra bande. Ma non c'è da aver paura. Tutt'altro. Per la regione è un bene. Una vera manna dal cielo. Le bande in questione, infatti, non sono del crimine, ma ...fanno parte dell'avanguardia della tecnologia. E non costituiscono neppure un pericolo, ma un concreto grande vantaggio. Appartengono alla grande famiglia della banda ultralarga, quella delle reti (su linea fissa, in questo caso) delle telecomunicazioni che permettono la circolazione rapida dei dati informatici. Le reti dove si può viaggiare alla massima velocità con internet, per intenderci tra profani. Questa guerra tra bande, insomma, è esplosa all'improvviso e vede molti protagonisti in campo (Vodafone, Wind, Tiscali, GoInternet) schierati su due fronti capeggiati da Enel da una parte (con la sua Enel Open Fiber) e Tim, dall'altra. Il motivo apparente del contendere è il debutto della banda ultralarga in Umbria con un mercato potenziale di circa mezzo milione di utenze, tra privati e imprese da spartire. Ma, in realtà, dietro alle quinte si nasconde una lotta più grande: quella per la leadership di chi gestirà, un domani, la maggioranza delle reti superveloci di tutto il territorio nazionale. Dai risultati che verranno ottenuti nella nostra regione, infatti, si potranno avere indicazioni che potrebbero determinare il successo futuro delle tecnologie che vengono messe in campo. L'Umbria, in sostanza, si ritrova ad essere il campo di battaglia di una guerra più grande di lei. E solo per una serie di casi fortuiti: perché proprio in questo periodo il governo sta mettendo le gambe ai programmi per diffondere rapidamente internet veloce nel Paese; e perché proprio qui si trovano, da tempo, alcune infrastrutture mai pienamente sfruttate. A Perugia, infatti, nella metà degli anni '90, furono sperimentate le primissime reti pubbliche a fibra ottica d'Italia con un progetto che però riuscì a cablare con successo solo un quartiere, Fontivegge, che ebbe come beneficio la possibilità di essere servito, per un breve periodo, dell'allora avveniristica (per il nostro Paese) tv via cavo di Stream. Un privilegio che accumunò questa parte di Perugia, solo al centro storico di Siena e ai Parioli di Roma, Oggi Enel e Tim sono le due aziende che hanno la tecnologia e le capacità per cablare velocemente con la fibra l'intero Paese. Non possono agire con progetti da monopolisti, ma sono troppo grandi per un unico progetto comune. Hanno scelto Perugia, investendo entrambe fior di milioni di euro, perché era la città che aveva tutte le caratteristiche (di dimensioni e strutturali) buone per avviare rapidamente il rinnovamento tecnologico anche fuori dalle metropoli italiane. E da Perugia si stanno già spostando al resto della regione, offrendoci internet che potrà raggiungere velocità con punte di 1.000 megabit al secondo. L'Umbria, quindi, ci guadagna perché, di punto in bianco, si ritroverà a breve con un servizio che fino a pochi mesi fa sembrava impossibile avere: quell'internet capace di viaggiare così veloce da farci ritrovare proiettati, in un battibaleno, nel futuro. A volte, non tutte le guerre vengono per nuocere... [email protected] Twitter: @essecia