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L'automobilista umbro è verde, anzi è al verde

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Sergio Casagrande
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L'Umbria verde scopre, proprio nei giorni in cui l'inquinamento è diventato un problema anche per i polmoni degli umbri, di essere tra le regioni con gli automobilisti apparentemente più virtuosi. La nostra regione, infatti, figura ai primi posti per “motorizzazioni ecologiche” con un 11,1 per cento del parco circolante ambientalmente corretto. Ovvero, dotato di propulsori a basso impatto, come quelli bifuel benzina/metano, benzina/gpl e ibridi o a emissioni zero, come quelli (ancora troppo pochi, ma comunque ci sono) esclusivamente elettrici. Il dato è del 2014, ma è comunque il più recente su base certa e, come abbiamo riferito giovedì scorso, è stato fornito dall'Osservatorio Federmetano su rilevazioni compiute dall'Aci. Intanto la notizia, sui social network, ha fatto esultare gli ambientalisti di casa nostra. Ma attenzione: molto probabilmente, l'apparenza inganna. Inganna, non tanto perché la percentuale rapportata alla massa delle auto circolanti nella regione (545.907) risulta ancora poco incisiva per ritenersi pienamente soddisfatti (è vero, comunque, che è superiore di oltre un terzo della media nazionale, ferma ad appena il 7,9 per cento). Ma perché andando ad analizzare nel dettaglio la tipologia delle alimentazioni alternative che vengono scelte dagli umbri si scopre che ci sono, sostanzialmente a pari merito, sia le auto a metano (33.660) che quelle con gpl (33.563). Mentre quelle con motori ibridi o elettrici languono a un misero 0,1 per cento (solo 596 esemplari di entrambi i propulsori). Con questo non vogliamo dire che le auto a metano e quelle a gas di petrolio liquefatto non debbano essere considerate “ecologiche”. Perché, almeno considerando il confronto delle emissioni con quelle dei veicoli con propulsori esclusivamente a combustibili fossili, non sarebbe vero. Ma i numeri, visto il divario iperbolico che c'è tra queste vetture e quelle ibride ed elettriche, potrebbero nascondere il fatto che a spingere gli automobilisti umbri a rivolgersi a queste motorizzazioni alternative, più che una volontà ecologistica e di impegno al rispetto ambientale, ci sia una motivazione economica. E' infatti risaputo che sia metano che gpl permettano costi di gestione dell'auto generalmente molto più bassi (almeno per quanto riguarda l'acquisto del carburante) della benzina e del gasolio. E, poi, possono essere sfruttati semplicemente apportando delle modifiche alle vetture e non impongono l'acquisto di un'auto nuova. Per cui attenzione: più che parlare di automobilisti umbri “verdi” e virtuosi, forse è più corretto di automobilisti “al verde” che, per necessità, rinunciano all'utilizzo dei carburanti tradizionali. E, allo stesso tempo, il fatto che da qualche anno, sempre nella nostra regione, l'andamento di queste auto ecologiche sia in aumento (lieve, ma costante) potrebbe essere legato più a una crisi economica che non smette di mordere che a una consapevolezza che si può contribuire alla salute dell'ambiente. Consoliamoci con il fatto che, comunque sia, anche inconsapevolmente, la necessità, un giorno, potrebbe davvero trasformarsi in una virtù. [email protected] Twitter: @essecia