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Rc auto tra accessi ed eccessi

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Sergio Casagrande
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Si stima che sulle strade umbre, ogni giorno e ogni 100 auto circolanti, ce ne siano almeno 7 prive di copertura assicurativa obbligatoria. E le moto e i ciclomotori sarebbero molti di più: 13 ogni 100. Una situazione che, da quando è esplosa la grande crisi economica, è peggiorata in tutta la regione (con punte maggiori nella provincia di Terni), ma si mantiene al di sotto della media nazionale che si attesta a più di 8 auto e 15 motocicli ogni 100. Ma il fatto che in Umbria ci sia una situazione migliore di altre realtà italiane, non sminuisce il pericolo e la preoccupazione. Perché un mezzo senza assicurazione - sia se circoli o si trovi fermo in un luogo pubblico - è un pericolo elevato all'ennesima potenza: perché non garantisce il risarcimento dei danni che può provocare direttamente e indirettamente; e perché il suo proprietario, convinto di una maggiore possibilità di impunibilità qualora non venga subito identificato, è portato a violare con più facilità le leggi. Dal 18 ottobre scorso non è più obbligatorio esporre il tagliando della Rc auto: tutti - automobilisti, ciclomotoristi e motociclisti - possono tenerlo tra i documenti del veicolo, insieme alla carta della circolazione. Addio, insomma, a quelle antipatiche bustine appiccicose sul parabrezza dell'auto. E ai pendagli sotto alla sella della Vespa. Ma come avverranno d'ora in poi i controlli? E come si staneranno i furbetti dell'assicurazione non pagata? Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a queste domande, ha già risposto: il controllo della regolare copertura verrà effettuato attraverso la verifica della targa nel corso dei controlli sulle auto in sosta e ai posti di blocco attuati dalle forze dell'ordine o utilizzando i dispositivi di controllo a distanza come i tutor, gli autovelox e le telecamere posizionate in prossimità dei varchi Ztl, che abbineranno automaticamente la targa con il registro (quotidianamente aggiornato) delle polizze assicurative. In sostanza, quindi, tenendo conto del fatto che i controlli tradizionali (auto in sosta, posti di blocco e autovelox) venivano già effettuati prima quando era obbligatorio esporre i tagliandi, se ora si vorrà far migliorare la situazione facendo diminuire le violazioni dell'obbligo di pagare l'assicurazione si dovranno quindi incrementare tutti gli altri tipi di controlli di “nuova generazione”: ovvero tutor e telecamere Ztl. Per quanto riguarda l'Umbria, però, la speranza si dimezza: qui le strade non hanno ancora fatto la conoscenza dei tutor e resta, quindi, solo la possibilità delle telecamere Ztl. Coincidenza vuole che, proprio in questi giorni, le amministrazioni di molte città umbre - con la scusa di contenere l'inquinamento urbano - hanno annunciato il prossimo debutto di varchi ed occhi elettronici agli accessi delle Ztl che, tra l'altro, ogni anno si ingrandiscono sempre di più. Ma quanti di questi nuovi dispositivi saranno in grado di espletare correttamente e in tempo reale anche questa nuova funzione di verifica targa-assicurazione? E quanti Comuni sono già nella possibilità di attuarli con i sistemi di rilevamento già esistenti? E quanti ancora quelli in grado (e col desiderio) di aggiornarli? Sarebbe bello saperlo, ma finora (a parte Umbertide che ha iniziato la sperimentazione di un'apparecchiatura specifica fin dall'aprile scorso) nessuno lo ha reso noto. Peccato, perché sarebbe sicuramente servito a fugare il sospetto che certi annunci siano fatti con il solo intento di far cassa. E che certe scelte, come eliminare l'esposizione di un tagliando, possano apparire banali. E addirittura inutili. [email protected] Twitter: @essecia