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Perché proprio a me? Nulla succede per caso

Leonardo Cenci
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Ben ritrovati a tutto il mio esercito di lettori che vedo con molto piacere sta aumentando di settimana in settimana. Bene bene, sono molto contento di riuscire a dare ad ognuno di voi la scossa giusta per affrontare al meglio la vostra giornata, con lo spirito giusto ed un atteggiamento positivo. Oggi voglio parlare della mia esperienza con il cancro. Innanzitutto come credo sia più che ovvio e come detto nel precedente editoriale della settimana scorsa, la prima sensazione che ho provato dentro di me, è stato un forte senso di paura, che in prima battuta mi ha portato a dire: “ma perché proprio a me?”. E questa mia domanda per alcuni giorni era diventata una spina dolorosa che continuava a conficcarsi nell'anima sempre di più. Perché proprio a me, con tutti i criminali, i terroristi, gli stupratori, i pedofili, gli spacciatori che ci sono al mondo? Ma poco dopo, riacquistata la mia solita verve positiva, mi son detto che nulla succede per caso, e se Dio mi ha dato questa croce da portare, vuol dire che io sarò in grado di portarla avanti, seppur faticosamente. Subito dopo aver preso consapevolezza di questo concetto, ho cambiato atteggiamento con il mio cancro. Mi son detto: è perfettamente inutile farselo nemico, e farmi prendere dalla rabbia, dalla paura, dalla collera e dalla rassegnazione, poiché non avrei fatto altro che fortificarlo, quindi che fare? Come posso vincere contro un nemico all'apparenza molto più forte e feroce di me? Per prima cosa, come mi hanno insegnato i miei genitori, l'avversario va rispettato. Quindi combatterlo, ma rispettandolo. E qui capisco che la mia particolare curiosità che ha sempre contraddistinto la mia vita, mi ha portato a pensare: lo devo conoscere bene il mio cancro per riuscirlo a contrastare; così mi sono messo a studiare libri scientifici e a leggere alcuni libri di testimonianze di coloro che hanno avuto un'esperienza come la mia. E credo davvero che questo mio modo di approcciare il cancro sia stata la mia prima mossa vincente, in quanto col conoscere bene l'avversario, non è detto che io vinca la battaglia, ma di sicuro me la gioco ad armi pari. E se io mi fossi fermato all'inaccettazione, alla rabbia, alla collera e a tutti i sentimenti negativi, era come combattere con la fionda, ed il mio cancro aveva un fucile…Ovvio che non avrei avuto scampo. Il mio spazio è terminato e vi do appuntamento alla prossima settimana, prima dei saluti però, vi voglio ringraziare davvero di cuore per tutto il sostegno che mi state donando. [email protected]