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Le quattordici opere della misericordia

Antonio Colasanto
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Papa Francesco, con la catechesi di ieri, ha concluso il ciclo dedicato alla misericordia. “Le catechesi finiscono - ha esordito - ma la misericordia deve continuare! L'ultima opera di misericordia spirituale - ha poi ricordato - chiede di pregare per i vivi e per i defunti. Ad essa possiamo affiancare anche l'ultima opera di misericordia corporale che invita a seppellire i morti. La Bibbia ha un bell'esempio in proposito: quello del vecchio Tobi, il quale, a rischio della propria vita, seppelliva i morti nonostante il divieto del re. Anche oggi c'è chi rischia la vita per dare sepoltura alle povere vittime delle guerre. Dunque, questa opera di misericordia corporale non è lontana dalla nostra esistenza quotidiana. Deponiamo nella tomba il corpo dei nostri cari, con la speranza della loro risurrezione. Il ricordo dei fedeli defunti non deve farci dimenticare anche di pregare per i vivi, che insieme con noi ogni giorno affrontano le prove della vita. Ieri -ha ricordato Papa Francesco - è venuto a messa a Santa Marta un bravo uomo, un imprenditore. Quell'uomo giovane deve chiudere la sua fabbrica perché non ce la fa e piangeva dicendo: ‘Io non me la sento di lasciare senza lavoro più di 50 famiglie'. Ecco un bravo cristiano che prega con le opere: è venuto a messa a pregare perché il Signore gli dia una via di uscita, non solo per lui, ma per le 50 famiglie. Abbiamo fatto il percorso delle quattordidi opere di misericordia - ha poi concluso il Pontefice - ma la misericordia continua e dobbiamo esercitarla in questi quattordici modi”.