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Ricchezza e miseria: "Una convivenza scandalosa"

Antonio Colasanto
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“Nei giorni scorsi ho compiuto il mio primo Viaggio apostolico in Africa. È bella l'Africa!”. Così Papa Francesco che, ieri mattina, in piazza San Pietro, nel corso della udienza generale, ha parlato del suo viaggio apostolico in Kenia, Uganda e Repubblica Centrafricana. Il Kenia è un Paese che rappresenta bene la sfida globale della nostra epoca: tutelare il creato riformando il modello di sviluppo perché sia equo, inclusivo e sostenibile. Tutto questo trova riscontro in Nairobi, la più grande città dell'Africa orientale, dove convivono ricchezza e miseria: “Ma questo - dice il Papa - è uno scandalo! Non solo in Africa: anche qui, dappertutto. La convivenza tra ricchezza e miseria è uno scandalo, è una vergogna per l'umanità”. “In Kenia - spiega - ho incontrato le Autorità e i Diplomatici, e anche gli abitanti di un quartiere popolare; ho incontrato i leader delle diverse confessioni cristiane e delle altre religioni, i sacerdoti e i consacrati, e ho incontrato i giovani, tanti giovani! In ogni occasione ho incoraggiato a fare tesoro della grande ricchezza di quel Paese: ricchezza naturale e spirituale, costituita dalle risorse della terra, dalle nuove generazioni e dai valori che formano la saggezza del popolo. In questo contesto così drammaticamente attuale ho avuto la gioia di portare la parola di speranza di Gesù: "Siate saldi nella fede, non abbiate paura". Questo era il motto della visita. Una parola che viene vissuta ogni giorno da tante persone umili e semplici, con nobile dignità; una parola testimoniata in modo tragico ed eroico dai giovani dell'Università di Garissa, uccisi il 2 aprile scorso perché cristiani. Il loro sangue è seme di pace e di fraternità per il Kenia, per l'Africa e per il mondo intero”. Poi, in Uganda - continua il racconto di Francesco - “la mia visita è avvenuta nel segno dei Martiri di quel Paese, a 50 anni dalla loro storica canonizzazione, da parte del beato Paolo VI. Per questo il motto era: "Sarete miei testimoni". Un motto che presuppone le parole immediatamente precedenti: "Avrete forza dallo Spirito Santo", perché è lo Spirito che anima il cuore e le mani dei discepoli missionari. E tutta la visita in Uganda si è svolta nel fervore della testimonianza animata dallo Spirito Santo … Testimonianza è quella della carità, che ho toccato con mano nella Casa di Nalukolongo, ma che vede impegnate tante comunità e associazioni nel servizio ai più poveri, ai disabili, ai malati”. La terza tappa del viaggio è stata nella Repubblica Centrafricana, nel cuore geografico del continente. “Questa visita - ha detto Bergoglio - era in realtà la prima nella mia intenzione, perché quel Paese sta cercando di uscire da un periodo molto difficile, di conflitti violenti e tanta sofferenza nella popolazione. Per questo ho voluto aprire proprio là, a Bangui, con una settimana di anticipo, la prima Porta Santa del Giubileo della Misericordia, come segno di fede e di speranza per quel popolo, e simbolicamente per tutte le popolazioni africane le più bisognose di riscatto e di conforto. L'invito di Gesù ai discepoli: "Passiamo all'altra riva" , era il motto per il Centrafrica. "Passare all'altra riva", in senso civile, significa lasciare alle spalle la guerra, le divisioni, la miseria, e scegliere la pace, la riconciliazione, lo sviluppo”.