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La grande Porta della Misericordia

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Antonio Colasanto
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“Con questa riflessione siamo arrivati alle soglie del Giubileo, è vicino. Davanti a noi sta la Porta, ma non solo la Porta Santa, l'altra: la grande Porta della Misericordia di Dio - e quella è una porta bella! -, che accoglie il nostro pentimento offrendo la grazia del suo perdono. La Porta è generosamente aperta, ci vuole un po' di coraggio da parte nostra per varcare la soglia. Coraggio! Entriamo per questa porta!". Lo ha detto Papa Francesco aprendo la catechesi del mercoledì nel corso della udienza generale. Dal Sinodo dei Vescovi, che abbiamo celebrato nello scorso mese di ottobre, tutte le famiglie, e la Chiesa intera, hanno ricevuto un grande incoraggiamento a incontrarsi sulla soglia di questa porta aperta. Le famiglie cristiane, in particolare - ha ricordato il Papa - sono state incoraggiate ad aprire la porta al Signore che attende di entrare, portando la sua benedizione e la sua amicizia. E se la Porta della Misericordia di Dio è sempre aperta, anche le porte delle nostre chiese, delle nostre comunità, delle nostre parrocchie, delle nostre istituzioni, delle nostre diocesi, devono essere aperte, perché così tutti possiamo uscire a portare questa misericordia di Dio. Il Giubileo significa la grande Porta della Misericordia di Dio ma anche le piccole porte delle nostre chiese aperte per lasciare entrare il Signore - o tante volte uscire il Signore - prigioniero delle nostre strutture, del nostro egoismo e di tante cose. Il Signore non forza mai la porta: anche Lui chiede il permesso di entrare. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me" (3,20). Ci sono posti nel mondo in cui non si chiudono le porte a chiave. Ma ce ne sono tanti dove le porte blindate sono diventate normali. Non dobbiamo arrenderci all'idea di dover applicare questo sistema a tutta la nostra vita, alla vita della famiglia, della città, della società. E tanto meno alla vita della Chiesa. Sarebbe terribile! Una Chiesa inospitale, così come una famiglia rinchiusa su sé stessa, mortifica il Vangelo e inaridisce il mondo. Niente porte blindate nella Chiesa, niente! Tutto aperto! La gestione simbolica delle "porte" - delle soglie, dei passaggi, delle frontiere - è diventata cruciale. La porta deve custodire, certo, ma non respingere. La porta non dev'essere forzata, al contrario, si chiede permesso, perché l'ospitalità risplende nella libertà dell'accoglienza, e si oscura nella prepotenza dell'invasione. Quanta gente ha perso la fiducia, non ha il coraggio di bussare alla porta del nostro cuore cristiano, alle porte delle nostre chiese … E sono lì, non hanno il coraggio, gli abbiamo tolto la fiducia: per favore, che questo non accada mai. La Porta dice molte cose della casa, e anche della Chiesa. La gestione della Porta richiede attento discernimento e, al tempo stesso, deve ispirare grande fiducia.