Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Quando l'amore non basta

Fernanda Fraioli
  • a
  • a
  • a

Le premure cominciano col test di gravidanza. Se ne avverte la presenza solo con le nausee, eppure si attuano tutte le cautele possibili alla sua protezione. È qui che spuntano le ali che assimilano le madri alla chioccia con fine termine mai. Ci si illude che l'attenzione massima lo possa preservare da tutto, fino a quando. un giorno si è costretti a chiamare la Guardia di Finanza e di tutta risposta, lui si butta dalla finestra lasciando un vuoto attorno a chiedersi dov'è l'errore. È quanto successo alla mamma di Lavagna che, dopo aver invano tentato di fare da sola, si è accorta che per contrastare Lucignolo c'era bisogno anche dello Stato. Ma non è servito a salvare quel figlio che già da tempo aveva cercato e trovato altrove comprensione e considerazione. Eccessivamente tardi perché tra la prima uscita da solo e l'arrivo della Guardia di Finanza era passato troppo tempo che altri, con altro, hanno avuto la possibilità di occupare, prendendo il sopravvento. Arriva un momento in cui i ragazzi non si tengono più per mano e vogliono, com'è giusto che sia per la loro crescita, prendere il volo. Ma non sono ancora in grado di farlo e, mentre la madre è costretta a lanciarli dal nido, prima che imparino a spiegare compiutamente le ali, qualcuno li afferra e la sostituisce. Quando ne ha sentore è irrimediabilmente tardi. L'educazione di un ragazzo non dovrebbe essere cosa solo privata perché la sua vita si svolge anche fuori e, quindi, tutta la comunità educante dovrebbe essere in grado di svolgere la propria parte. All'unisono, però. In molte scuole si vedono cani e poliziotti alla ricerca di ogni tipo di stupefacente che, a volte, prendono la via della finestra da cui vengono scaraventati durante la perquisizione. I progressi sono rapidissimi. Se fino a qualche anno fa, il problema era fuori della scuola, ora è all'interno; se si cominciava al liceo, ora dalla terza media. La scuola è diventata la principale piazza di spaccio e gli interventi, laddove ci sono, si presentano sporadici, isolati, avulsi da una rete famiglia-scuola-Stato. In una percentuale dal 43 al 51%, le scuole italiane fanno prevenzione, a fronte di un 33% che organizza anche percorsi di formazione con i genitori e gli addetti ai lavori. Il problema, però, persiste. La fragilità degli adolescenti è un dato di fatto, sono cambiate le condizioni che hanno portato a questo ed il rapporto scuola famiglia non può più essere quello del passato. Hanno bisogno delle più svariate figure di riferimento: psicologi, educatori, nutrizionisti e soprattutto persone disposte ad ascoltarli, capaci di lavorare su affettività ed emotività senza soluzione di continuità con l'ambito familiare ed amicale. Scuola e famiglia non possono continuare ad essere due monadi isolate che comunicano esclusivamente per il profitto dei ragazzi. Ci sono mondi impenetrabili agli adulti dove, invece, i ragazzi sono a loro agio trovando ogni sorta di sostanza, senza prediche, controlli, né forze dell'ordine e si sentono liberi. A disposizione dei genitori, invece, c'è "Giù le mani dai nostri figli" un sito ricco di informazioni e di offerte di aiuto, utile, ma non quanto una rete di sostegno e di collaborazione tra tutti gli operatori che ruotano intorno agli adolescenti, perché quando vi si accede il problema è, ormai, da risolvere e questo tipo di difficoltà deve essere prevenuta. L'unica medicina è lavorare sull'intimo, sulla loro solitudine, sulle loro fragilità e questi sono farmaci che a posteriori non esplicano alcuna funzione medicamentosa.