Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Il maschile e il femminile dei nomi

Fernanda Fraioli
  • a
  • a
  • a

E' motto antichissimo, ma ancora molto usato, quello secondo il quale "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire". Ce ne accorgiamo in ogni occasione e questa non fa eccezione. È nota da tempo la campagna della Presidente della Camera Boldrini, contro il sessismo nella lingua italiana. Nella ripresa televisiva di una delle tante discussioni in Parlamento abbiamo anche assistito ad un vivacissimo battibecco con uno dei parlamentari che richiamato ripetutamente in merito, continuava a riferirlesi con l'appellativo di signor Presidente, tanto più ostinato quanto più lei faceva notare che era "una signora" Presidente. Secondo la Boldrini, le professioni declinate al maschile dovrebbero avere una desinenza anche per il femminile, soprattutto per le cariche istituzionali. E così in un tweet scritto durante il convegno "Stati generali al femminile, come cambia il potere grazie alle donne", tenutosi alla Camera dei Deputati il 21 aprile scorso, ha esortato: "A sindache, consigliere, prefette, magistrate e ministre dico: rivendicate il vostro ruolo al femminile". E, in men che non si dica, si è scatenato un vero e proprio putiferio sulla rete che tra i tanti commenti, contrapposti o conformi, se ne sono registrati di poco intelligenti. Valga per tutti, quello che ha pensato di rispondere alla Boldrini con questa formulazione: "E al pilotO, camionistO, elettricistO, astronautO, dentistO, pediatrO, che diciamo @lauraboldrini? Di essere entusiastO?". Se l'intenzione era di essere sottile, sappia che l'obiettivo non è stato raggiunto. È stato soltanto sarcastico e inopportuno, in una parola, sgradevole. Sorprende davvero che in un momento in cui ci si è spesi in tutte le maniere per riconoscere, quel "petaloso" usato simpaticamente dal bimbo di una scuola del ferrarese, ancora si faccia del sarcasmo sulle rivendicazioni dell'uso dei termini al femminile. Come ancora sorprende la mobilitazione su Twitter dove centinaia di persone hanno condiviso l'hashtag per aiutare il bambino, visto che, ha spiegato l'Accademia della Crusca, per far entrare la parola nel vocabolario deve essere utilizzata e capita da tanti. Non altrettanto è stato fatto negli anni con i termini di cui a gran voce ne rivendica la necessità la Presidente Boldrini, peraltro, tutti corrispondenti a professioniste operanti da lunga pezza e, quindi, con ben poco da inventare e/o introdurre ex novo. Ma soprattutto non si sono registrati i tweet del Presidente del Consiglio che, invece, ha ringraziato il piccolo, in uno con l'Accademia, per la nuova parola creata, né quello del Ministro dell'Istruzione che, ha aggiunto che la lingua è creatività e luogo di libertà. Il presidente dell'Accademia della Crusca nel commentare ed auspicare per il piccolo una diffusione, strumentale ad un suo inserimento nel dizionario, ha anche precisato che bisogna spettare e vedere se l'entusiasmo che si è scatenato sui social mantiene gli effetti a lungo termine in quanto sono i parlanti che determinano il trionfo delle parole. E allora ci chiediamo noi: se a capo di un Comune la prima donna è arrivata nel 1946; a capo di una Prefettura nel 1993, mentre le donne sono in magistratura dal 1963, perché ancora nel 2016 stiamo rivendicando l'ovvio? proposito, durante la stesura dell'articolo il computer ha evidenziato il termine "riferirlesi" usato nella quarta frase dall'inizio, come un errore, mentre ad una prova sul maschile "riferirglisi" non ha usato "profferire sottolineatura". Sarà forse un segnale da interpretare cosi come facevo gli aruspici nell'antichità?