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Il professore meccanico

Fernanda Fraioli
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Forse sarebbe meglio dire “professoressa meccanico”, visto che le donne sono in maggioranza, ma soprattutto vantano una certa familiarità con i motori, per renderci conto dell'assurdità della circolare ministeriale n. 674 del 3 febbraio relativa alle gite scolastiche di istruzione. Non bisogna essere sposati per sapere che le donne, pur usando moltissimo l'automobile, a stento si ricordano di fare benzina. Alzi la mano quel marito che non si occupa della manutenzione dei mezzi usati in famiglia e che non ha dovuto sostituire una testata bruciata perché la consorte non si è accorta che mancava l' acqua del radiatore. Dalle poche mani alzate che intravediamo, dobbiamo proprio dedurre che le prescrizioni dettate dall'esimio Ministero debbano restare lettera morta, tranne che per le responsabilità in ipotesi di sinistro. Ciò perché hanno pensato bene di affidare al docente accompagnatore il compito di controllare estintori, freni, motore, luci, lo stato dei pneumatici, lo specchietto retrovisore, il libretto del mezzo per verificarne la rispondenza alle norme ed, infine, accertarsi che l'autista abbia la patente corrispondente e che sia sobrio! Dal Ministero ci fanno sapere che non sono incombenze aggiuntive, ma soltanto prescrizioni collaborative per garantire la sicurezza degli studenti. E, proprio a tal fine, allegano un vademecum ove è spiegato che il docente accompagnatore deve "prestare attenzione al fatto che il conducente non può assumere sostanze stupefacenti, psicotrope (psicofarmaci) né bevande alcoliche, neppure in modica quantità". O, ancora, che "in maniera empirica si dovrà prestare attenzione alle caratteristiche costruttive, funzionali e ad alcuni importanti dispositivi di equipaggiamento: l'usura pneumatici, l'efficienza dei dispositivi visivi, di illuminazione, dei retrovisori". In maniera empirica - se i professori ci consentono un attimo - significa letteralmente "che si basa sull'esperienza, sulla pratica, non sulle conoscenze teoriche", derivando dal greco "empeiria"(en=in; peira=prova) che significa "esperienza". Ora, la domanda sorge spontanea: ma se l'accompagnatrice di turno ha una certa predisposizione per le guarnizioni delle testate, nel senso che le brucia meglio di un arrosto, di quale "empeiria" può giovarsi andando in gita scolastica con i propri alunni? Proprio perché non servono le conoscenze teoriche, allora non servirebbe neppure studiare tutti i volumi possibili di meccanica applicata, prima di salire sul bus. Allora, se facile può essere controllare un estintore verificando la data di revisione riportata sul cartellino apposto, o se la patente del conducente è di tipo A o B e se è scaduta, tutti gli altri adempimenti sono di difficile attuazione. Ma soprattutto di competenza della dirigenza che nell'organizzare la visita di istruzione provvede, in sede di assegnazione dell'appalto, a tutte le verifiche del caso da ricontrollare al momento della partenza. L'integrità fisica e mentale del conducente deve essere assicurata dal vettore sia in un momento antecedente che in quello della partenza, siccome validata da personale medico in quanto un professore dovrebbe basarsi sul proprio intuito che, però, proprio un etilometro non è. In un liceo della Capitale, in questi giorni, in risposta a cotanta collaborazione offerta dal Ministero hanno deciso di organizzare una gita dove gli studenti… sono stati mandati da soli, senza alcun accompagnatore. Che dire? Quando le innovazioni sono fonte di miglioramento, perché non introdurle?