Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

La miopia burocatica che non legge i numeri

Fernanda Fraioli
  • a
  • a
  • a

Se anche i rappresentanti nazionali dei sindacati si sono schierati a difesa del Direttore della Reggia di Caserta, reo secondo quelli locali di lavorare troppo, allora, dobbiamo proprio ritenere che così tanto da criticare ed in errore non fosse. A validare il suo operato soccorrono non già valutazioni personali, bensì dei numeri, semplici ma molto significativi: 5; 70 e 105; 217.547, solo per citarne alcuni che corrispondono, esattamente, ai mesi della sua dirigenza; alla percentuale di incremento dei visitatori ed a quella degli incassi; agli ospiti dell'anno precedente. In realtà, il Direttore non lavora troppo, ma fa lavorare attraverso l'imposizione di regole nuove ed il cambio delle cattive abitudini del passato fatte di spazzatura che caratterizzava l'area di ingresso, perennemente e quasi totalmente transennata, con i venditori abusivi sovrani assoluti che spadroneggiavano dappertutto. Da quando la struttura è stata liberata dagli uffici, era giusto che si riappropriasse della propria natura di monumento nazionale, Patrimonio dell'Unesco, che si intende gemellare con Versailles, la quale, invece, può fregiarsi del titolo di campionessa assoluta delle residenze reali nel mondo, con 7 milioni di visitatori all'anno, mentre Caserta è ferma a mezzo milione. Per questo, si rendeva indispensabile e non più procrastinabile la correzione di tutte quelle storture che ora sono segnalate come elementi di disturbo, dalla divisa fatta indossare ai custodi con tanto di cartellino di riconoscimento; all'uso delle automobili non più private, ma con lo stemma della Reggia, per gli addetti alla vigilanza; allo spostamento di mansioni per qualcuno dei 230 dipendenti; alla soppressione del giorno di chiusura del martedì. Insomma alla totale riorganizzazione del servizio museale che ha in se il germe dell'attrattiva di un maggior numero di visitatori unito a quello dell'incasso di un buon numero di euro in più rispetto al passato. Ma tutto ciò era talmente intollerabile da destare lo sdegno dei sindacati che hanno pensato bene di inviare una nota di protesta direttamente al Ministro, lamentando addirittura un rischio per l'intera struttura ad opera del direttore, con un incipit di tutto rilievo che così tuonava: "cinque mesi dall'insediamento del nuovo direttore della Reggia di Caserta spiace rilevare che......". È, invece, a noi che spiace rilevare la miopia di questi organi che istituzionalmente preposti al miglioramento delle condizioni dei lavoratori non hanno valutato i positivi riflessi sul loro benessere che non passa soltanto per il miglioramento delle condizioni economiche, ma anche attraverso il potenziamento della loro dignità che non si conquista, di certo, davanti al computer con un gioco di carte, ma contribuendo a valorizzare il nostro patrimonio, cercando di ottenerne legittimamente il massimo rendimento a tutto vantaggio della collettività e di una corretta esposizione oltre confine, passando per l'emulazione di quanti, al contrario, stanno partecipando con passione al progetto di rilancio del Palazzo Reale borbonico la cui maestosa bellezza basterebbe a sollecitarli a tanto. E, a proposito di numeri, ce n'è ancora uno: il 5. Corrisponde agli euro di affitto che pagano da anni i custodi per abitare gli alloggi immersi nel verde del parco su cui la Procura contabile sta da tempo indagando per il danno erariale che ipotizza sia stato arrecato all'intera collettività alla quale, proprio come ha fatto notare il direttore, la Reggia di Caserta appartiene.