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E Iacona fu differito!

Fernanda Fraioli
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In un periodo storico in cui tra i giovanissimi si registrano quotidianamente atti di bullismo, che conducono perfino alla morte di molti adolescenti, stupri e prostituzione a gogò, ancora una volta gli adulti mettono la testa sotto la sabbia. È recentissimo il differimento dell'inchiesta di Riccardo Iacona, conduttore di Rai 3, intitolata "Il tabù del sesso" andato in onda lunedì 1 febbraio, non già in prima serata come programmato, ma, per volontà della direzione, dopo il superamento della cosìdetta "fascia protetta". Erano state vagliate anche altre ipotesi, dall'apposizione in sovrimpressione della farfallina rossa per il controllo parentale, alla censura di alcune parti, fino a decidere la trasmissione integrale, ma dopo le 22.30, quando i diretti interessati ormai dormivano. E così, in un Europa dove i bambini già a 4 anni, come in Olanda, hanno nel proprio curriculum scolastico la materia dell'educazione sessuale, noi non soltanto non abbiamo una legge che la introduca come materia obbligatoria e continuiamo imperterriti ad impantanare qualunque proposta in tal senso, addirittura vanifichiamo qualsivoglia possibilità di interazione dialettica tra pubblico e privato. Forse, anche per il più progredito degli italiani, è sicuramente troppo sapere che il proprio figlio/a a scuola segue, nelle ore di questa materia, lezioni impartite da prostitute ed omosessuali come dal lontano 1970 avviene sistematicamente in Danimarca, ma arrivare a posticipare sulla rete nazionale un programma che nulla aveva di pruriginoso ed, invece, molto di pedagogico, è davvero troppo per un Paese che si ritiene progredito e ribadisce, in ogni dove, di essere in Europa sottolineando di avere contribuito a fondarla. Soltanto che l'Europa viaggia a velocità di molto differente. Nel Policies for Sexuality Education in the European Union, un report pubblicato nel 2013 dalla Direzione Generale per le Politiche Interne del Parlamento Ue si legge che l'educazione sessuale, proprio perché strumento diretto a garantire la salute fisica e psicologica della popolazione, ridurre le gravidanze precoci e contrastare la diffusione delle malattie, è obbligatoria in tutti i Paesi dell'Unione, tranne che in Italia, Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Regno Unito. Mentre in Benelux, Paesi Scandinavi, Francia e Germania vengono attuate le best practices. Per amore di cronaca va detto, scavalcando i nostri confini europei, che anche nel lontano Pakistan - ove la cultura locale contempla pratiche che a noi fanno inorridire - la materia sta entrando nelle scuole. Qui, dove lo stupro coniugale è consentito e al solo parlare di sesso in pubblico si rischia la vita, in classe si sta cominciando a parlare di abusi sessuali, doveri coniugali, mestruazioni, anche se per seguire le lezioni, le ragazze avevano bisogno del permesso delle famiglie, che non si sono opposte. Da noi, invece, per parlare pubblicamente di un argomento che riguarda loro essenzialmente, anche se è un'occasione di coinvolgimento familiare, si aspetta che i diretti interessati siano andati a dormire. È come se a scuola l'insegnante di matematica spiegasse i logaritmi a ricreazione o dopo l'orario di uscita! A leggere, però, le frasi scambiate con il conduttore corrucciato abbiamo appreso la risposta della Direzione che ha così tuonato: "…….e oltretutto a quell'ora era finito il derby Milan-Inter e gli ascolti ci hanno guadagnato. Share del 6,63%, oltre un milione e mezzo di telespettatori"!