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Juventus, Elkann: "Dimissioni del Cda atto di responsabilità. Allegri punto di riferimento"

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Le strade della Juventus e dei suoi ormai ex amministratori dovrebbero dividersi a breve anche a livello giudiziario. Come ha appreso Italpress da fonti giudiziarie, la posizione della società bianconera si è molto alleggerita dopo le dimissioni dell’intero Cda. Anche perché, spiegano gli inquirenti, verrà presentato un nuovo bilancio non più "viziato" da una contabilità poco chiara sulle dieci plusvalenze su cui si indaga dal 2021, insieme alla rendicontazione mascherata degli stipendi dei giocatori. I reati riscontati negli ultimi bilanci, quindi, non potranno essere reiterati, così che la Juventus esce come società de facto dalla vicenda giudiziaria. "Le dimissioni dei consiglieri di amministrazione della Juventus rappresentano un atto di responsabilità, che mette al primo posto l’interesse della società", ha perciò sottolineato in una nota John Elkann, ceo di Exor, la holding che detiene il 63% della Juventus, confidando che "la società riuscirà a dimostrare di aver agito sempre correttamente". 

 


Massimiliano Allegri rimane il punto di riferimento dell’area sportiva della Juventus, ha aggiunto Elkann sottolineando che "contiamo di lui e su tutta la squadra per continuare a vincere come hanno dimostrato di saper fare nelle ultime giornate, mantenendo alti i nostri obiettivi sul campo". Elkann poi ha poi ringraziato "mio cugino Andrea per averci dato emozioni straordinarie, che non dimenticheremo mai. In questi 12 anni abbiamo vinto tanto. Il merito è soprattutto suo, oltre che delle donne e degli uomini che sotto la sua guida hanno raggiunto obiettivi memorabili". Ma ora si volta pagina. Primo passo all’assemblea dei soci del 27 dicembre, quando sarà presentato un nuovo bilancio relativo all’annata 2012-2022 con una revisione delle stime e le rettifiche degli oneri di competenza. Ciò dimostra, indirettamente che l’ipotesi accusatoria, alla base dell’indagine sfociata nelle prime perquisizioni del novembre 2021 era fondata, per stessa ammissione della Juventus. Il 18 gennaio poi sarà eletto in un’altra assemblea un nuovo Cda che "sarà formato da figure di grande professionalità sotto il profilo tecnico e giuridico" e "avrà il compito di affrontare e risolvere i temi legali e societari che sono sul tavolo oggi".

 


Parallelamente alle vicende giudiziarie, ci sono infatti anche che a cascata quelle in Consob per gli aspetti legati alla Borsa, e alla Ficg per gli aspetti sportivi. Intanto la ricostruzione è già avviata. A nemmeno dodici ore dalle dimissioni di Andrea Agnelli, la Juventus aveva infatti già un nuovo presidente in pectore. Si tratta del commercialista torinese Gianluca Ferrero, che il 7 dicembre compirà 59 anni, ed è figlio d’arte, suo padre Cesare era insieme a Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti, tra i pochi consiglieri fidati di Gianni Agnelli. Maurizio Scanavino, uomo di fiducia di John Elkann, avrà invece il ruolo di direttore generale, con la richiesta di mettere a disposizione le sue "solide capacità manageriali" e "l’esperienza maturata soprattutto in ambito media e digitale per accelerare lo sviluppo della Juventus, uno dei brand più forti al mondo". A livello calcistico, al posto del vicepresidente uscente Pavel Nedved, potrebbe subentrare un altro ex campione dal blasone bianconero doc, il nome di Alessandro Del Piero è il più gettonato. Servirà poi un direttore sportivo che sappia coniugare competitività con quadratura del bilancio, e risorse limitate almeno per un periodo di tempo. Infine, è in atto la ricerca per trovare un amministratore delegato che sappia accentrare tutte queste funzioni, facendo al contempo risalire il valore del titolo in Borsa che ieri ha sfiorato i minimi storici.