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Juventus, terremoto nel club: via Andrea Agnelli, si dimette anche l'intero Cda

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Non poteva finire diversamente, anzi probabilmente in grave ritardo. Andrea Agnelli lascia la Juventus: il presidente si è dimesso dopo le accuse di Consob e Procura di Torino. Determinante infatti il coinvolgimento nell'indagine Prisma (accusa di falso in bilancio) e il rinvio dell'approvazione del bilancio che ha fatto slittare due volte l'assemblea degli azionisti. Con Agnelli via l'intero Consiglio di amministrazione (il vice presidente Pavel Nedved, l'amministratore delegato Maurizio Arrivabene e i membri Laurence Debroux, Massimo Della Ragione, Katryn Fink, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Giorgio Tacchia e Suzanne Keywood). Secondo il Corriere dello Sport e Libero sarebbe stato proprio John Elkann a forzare la mano e dimissionare Agnelli e Nedved.

 

 

Finisce dunque il ciclo del presidente bianconero più vincente di sempre nella storia del club (19 trofei tra cui i nove scudetti consecutivi che rappresentano un record assoluto in Italia), ma costellato nella seconda parte dei suoi dodici anni alla guida della società, di tanti (troppi) errori. Il tourbillon di allenatori, la figuraccia della Superlega annunciata in piena notte (e dietrofront dopo poche ore), il caso Suarez e ora quello delle plusvalenze e degli stipendi. Tutti questi passi falsi arrivano dal momento in cui il club vara l'operazione Cristiano Ronaldo e la successiva ristrutturazione dirigenziale che costa il posto a Marotta. Con un bilancio che più in rosso di così non si può, il danno di immagine di queste ultime ore fa aleggiare lo spettro di un'altra Calciopoli.

 

 

E il futuro? In attesa delle sentenze (non va dimenticato che il Gip non ha concesse le misure cautelari chieste dalla Procura nei confronti dello stesso Agnelli), la proprietà rappresentata da John Elkann ha messo il club nelle mani di Maurizio Scanavino, nuovo direttore generale (ha lavorato in Fiat e ora nel gruppo Gedi). Resta pienamente operativa la parte tecnico-sportiva della dirigenza guidata dal folignate Federico Cherubini (con lui i dirigenti Giovanni Manna, Marco Storari, Gianluca Pessotto e Graziano Ursino). Poi a gennaio dovrebbe esserci una nuova società (Alessandro Nasi potrebbe essere il futuro successore di Andrea Agnelli, i due sono cugini) con i tifosi che sognano un ruolo operativo per Alessandro Del Piero. A meno che anche gli Agnelli, proprietari del club da 90 anni, non decidano di cedere anche loro a fondi arabi o americani.