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Sicilia, truffa su carburanti: 13 indagati e sequestro di beni per 25 milioni di euro

Christian Campigli
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Un giro d'affari milionario. Un prodotto diventato il simbolo dell'impennata inflazionistica. Un'inchiesta che sembra essere solo all'inizio. Militari della guardia di finanza di Catania e funzionari dell'agenzia di accise, dogane e monopoli della Sicilia hanno sequestrato beni per 25 milioni di euro nei confronti di otto società, due ditte individuali e tredici indagati nell'ambito di un'inchiesta per una presunta truffa su carburanti.

 

 

Il provvedimento del gip etneo, emesso su richiesta della Procura Europea di Palermo, ipotizza, a vario titolo, i reati di sottrazione all'accertamento o al pagamento dell'accisa su prodotti energetici, infedele e omessa dichiarazione dei redditi, emissione di fatture per operazioni inesistenti. I sequestri, come riporta questa mattina l'agenzia di stampa Ansa, sono stati eseguiti nelle province di Catania, Palermo, Enna, Catanzaro e Reggio Calabria. L'indagine ha riguardato due distinti gruppi. Secondo la tesi accusatoria, i malviventi avrebbero commercializzato prodotti petroliferi illecitamente introdotti nel territorio nazionale per la successiva rivendita a basso costo, evadendo Iva e accise, e venduto gasolio uso agricolo e miscele non autorizzate fraudolentemente destinati all'uso autotrazione.

 

 

Un primo gruppo avrebbe introdotto in maniera fraudolenta in Italia ingenti quantitativi di prodotti energetici da Austria, Germania, Repubblica Ceca, Romania e Slovenia formalmente indirizzati a due depositi in provincia di Verona e Catania, ma di fatto destinati ad altri siti etnei di stoccaggio gestiti dagli indagati e avrebbe poi ceduto a basso costo i carburanti a imprese di autotrasporto e distributori stradali in Sicilia. La competitività dei prezzi praticati sarebbe stata assicurata dall'evasione delle imposte con fatture per operazioni inesistenti. Il secondo gruppo, con base nella provincia catanese, avrebbe effettuato cospicui acquisti di gasolio per uso agricolo e prodotti energetici allungati con oli esausti di scarsa qualità in tre depositi di Reggio Calabria, Gioia Tauro e Palermo per poi commercializzarli in Sicilia senza versare le imposte. Durante lo svolgimento dell'indagine sono stati sequestrati oltre 125 mila litri di carburanti di illecita provenienza, oltre ai mezzi e alle attrezzature utilizzate per trasporto e stoccaggio.