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Migranti, Weber (Ppe): "L'Italia ha ragione, il problema è europeo. Promesse Francia e Germania non mantenute"

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L’effetto del contenzioso politico tra Italia e Francia intorno alla nave Ocean Viking ha creato un effetto moltiplicatore, per ora soltanto di attenzione politica, a livello europeo. La seduta plenaria nel Parlamento di Strasburgo in merito ha visto una presa di posizione importante di Manfred Weber, leader del Ppe e capogruppo all’emiciclo comunitario. Il quale ha messo sul tavolo una serie di argomenti importanti. “Si parla della disputa franco-italiana ma non si tratta di una nave Ong, è una sfida sistematica. La realtà è che avevamo avuto proposte dalla Francia e dalla Germania per 8mila ricollocamenti volontari, ma alla fine ne hanno dati soltanto 117. Questa è l’Europa di oggi. Ecco perché Malta, Italia e Cipro hanno mandato una lettera per chiedere solidarietà”.

 

 

Dunque, una piena sovrapponibilità con l’istanza del governo italiano. Weber, peraltro, ha messo in luce un altro elemento importante: “gli Stati decidono chi entra in Europa, non la mafia”, a piena censura di quel racket dei traffici che ghermisce vite umane e finisce, poi, per alimentare degrado di certe zone urbane. Dunque, una presa di posizione molto chiara per l’esponente dei cristiano sociali tedeschi, certo in parte declinabile anche in chiave interna (la Csu è all’opposizione del governo Scholz) ma che di certo, considerando il grado politico del personaggio (il Ppe è la famiglia politica cui appartiene la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen) dà molta sostanza alla presa di posizione del governo italiano. La necessità di sistematizzare a livello europeo il dossier migratorio è stata espressa anche da Ylva Johansson, commissario per gli affari interni. Ma, al di là di questo, siamo purtroppo ancora nell’alveo degli intendimenti. E certo non rincuora leggere un’indiscrezione che anticipa l’esito del consiglio Ue degli affari interni di venerdì, che in sostanza dipinge, per questa convocazione, nessuna decisione rilevante, proiettando un passo avanti per fine anno. L’incaglio, dunque, continua.