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Unione europa: "Non c'è differenza tra navi Ong o altre, salvare vite in mare è un obbligo"

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"C’è un obbligo chiaro, legale e non equivoco di salvare vite in mare senza distinzione fra navi gestite da ong e altri tipi di imbarcazioni: qualsiasi barca è tenuta ad intervenire per salvare le persone che si trovano in pericolo in mare, indipendentemente dalle circostanze". Queste le parole di una portavoce della Commissione europea durante il punto stampa giornaliero a Bruxelles. "È giunto il momento di convocare un consiglio straordinario di Giustizia e affari interni per discutere con gli Stati membri dei recenti sviluppi e trovare una soluzione concreta alle problematiche attualmente sul tavolo" ha aggiunto un altro portavoce dell’esecutivo europeo.

 

 

"Dovrebbero essere le navi mercantili a svolgere le operazioni di soccorso in mare dei migranti, non le Ong, a cui non spettano le scelte legate a queste attività e che non informano la capitaneria di porto, né la Marina militare e né la Guardia di Finanza" ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a margine del Consiglio Ue svoltosi con gli omologhi europei a Bruxelles. "C’è un codice di condotta: un conto è il soccorso in mare e un altro conto è darsi l’appuntamento in mare per trasportare persone per metà del viaggio", ha continuato Tajani.