Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Inchiesta Juventus: rischio penalizzazione e multa milionaria

Esplora:

  • a
  • a
  • a

Fuori dalla Champions League e nei guai con la Procura di Torino che ritiene di aver smascherato un'operazione di maquillage dei conti, la Juventus vive il suo peggior momento storico dopo Calciopoli. Sono 16 gli indagati per reati come false fatture, false comunicazioni sociali, aggiotaggio e ostacolo alla Consob.  Il Covid usato come un paravento, per nascondere guai finanziari precedenti. E i bilanci alterati, prima attraverso plusvalenze fittizie, 21 scambi in tutto per 115 milioni di euro in tre anni. Poi con due "manovre" sugli stipendi dei calciatori, compreso l'accordo stretto con Cristiano Ronaldo, la famosa "carta che deve rimanere segreta", ma che è stata ricostruita dagli investigatori: un patto che da solo valeva quasi 20 milioni di euro, in grado di cambiare le sorti del bilancio. Un affannoso tentativo di sopravvivenza economica che ora potrebbe riaccnere anche un giudizio sportivo. Per questo la Procura della Federcalcio chiederà a ore le carte.

 

 

La parola chiave è proprio il recupero "certo e incondizionato" degli stipendi differiti, quelli "mai resi pubblici, occultati al di fuori della sede sociale e sequestrati". Un contratto non depositato in Lega può portare a sanzioni serie: l'ammenda, cui può aggiungersi la penalizzazione di uno o più punti in classifica (e rischierebbe una squalifica anche il giocatore coinvolto). Se fosse accertato che la Juventus abbia riconosciuto a Cristiano Ronaldo un incentivo all'esodo "occulto" la questione diventerebbe esplosiva. I pm contestano poi che siano state fatte false fatture per operazioni inesistenti: pagamenti di agenti (tra cui società come la Reset Group, quella di Davide Lippi, la Luca Ariatti Sport management, la Galli Giuseppe, la GG11 Srl) con mandati che servivano a coprire debiti passati, per saldare cioè acquisti di giocatori che non prevedevano la loro mediazione.