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Umbria, Cannara: frode informatica e riciclaggio, donna ruba 25 mila euro

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I carabinieri della Stazione di Cannara hanno individuato e denunciato all’autorità giudiziaria una donna, residente nella provincia di Napoli, ritenuta responsabile dei reati di sostituzione di persona, frode informatica, utilizzo fraudolento di mezzi di pagamento diverso dal contante e riciclaggio. All’inizio del 2022 una cittadina cannarese aveva sporto una denuncia presso la stazione carabinieri di Cannara, sotto il comando della compagnia di Assisi, guidata dal capitano Vittorio Jervolino, dopo essersi accorta di alcuni movimenti anomali sulla propria carta di debito.

Dai primi accertamenti era emerso che qualcuno si era impadronito delle coordinate di accesso del conto della vittima ed era riuscito ad effettuare alcune operazioni di ricarica su un account di una nota piattaforma di scommesse sportive online. Durante le indagini i militari hanno scoperto che l’account di gioco era stato intestato ad una persona completamente ignara, vittima a sua volta di pishing, ovvero del furto informatico di identità. Interessato l’ufficio antifrodi della società di scommesse, i carabinieri sono poi riusciti a scoprire che l’account ricaricato con i soldi della donna che aveva sporto denuncia, insieme ad altri cinque profili di gioco sempre intestati a terze persone ignare della vicenda, veniva utilizzato sistematicamente per partecipare a delle sessioni di gioco pilotate, al termine delle quali l’importo della vincita veniva trasferito su un unico account, intestato ad una donna, residente nel napoletano.

 

 

Con questo raggiro, cosiddetto chip dumping (pratica adottata da un giocatore che intenzionalmente perde chips in favore di un altro giocatore co-partecipante alla medesima sessione di gioco), la presunta autrice riusciva a riciclare il denaro asportato da varie carte di debito o di credito, prelevandolo poi presso gli sportelli dell’agenzia di scommesse mediante i voucher ottenuti con le vincite delle sessioni di gioco pilotate. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il raggiro avrebbe fruttato alla donna il guadagno di circa venticinquemila euro.

 

 

Tutti gli account individuati sono stati sospesi, i vari intestatari hanno formalizzato le querele per furto di identità e la presunta autrice è stata denunciata in stato di libertà alle Procure della Repubblica di Perugia, Napoli, Nola, Benevento, Bari, Lecce e Padova.