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Terremoto oggi giovedì 22 settembre tra Marche e Abruzzo, la spiegazione dell'Ingv: "Zona con pericolosità medio-alta"

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Una serie di scosse di terremoto ha colpito la zona tra Marche e Abruzzo oggi, giovedì 22 settembre. Quella più forte è stata registrata dalla Rete Sismica Nazionale alle 12,24 a 4 chilometri da Folignano, in provincia di Ascoli Piceno, al confine con la provincia di Teramo, con ipocentro a una profondità di circa 24 chilometri. L'Ingv, Istituto nazionale geofisica e vulcanologia, ha notato dal Catalogo parametrico dei terremoti italiani (CPTI15) "che l’area epicentrale del terremoto è piuttosto lontana da quelle più attive dell’Appennino, tra gli eventi più vicini (circa 20 km a nord nell’Ascolano) il terremoto del 3 ottobre 1943 di magnitudo stimata Mw 5.7. La pericolosità sismica di questa area è considerata medio-alta. Terremoti anche più forti di quello avvenuto oggi sono possibili per quanto la probabilità che si verifichino, ovvero la frequenza, non è particolarmente alta. Dalla mappa si nota come la pericolosità aumenti verso ovest e verso sud, nell’area della sequenza sismica del 2016 in Italia centrale e del 2009 a L’Aquila".

 

 

Negli ultimi anni, proseguono gli esperti, la sismicità in quest’area "non è stata molto frequente come si vede dalla mappa degli eventi sismici dal 1985 ad oggi. La sequenza sismica interessa un’area piuttosto nota della regione, non collegata direttamente con il settore assiale dell’Appennino dove si è sviluppata la sequenza del centro Italia iniziata nel 2016. Nel settore interessato dalla sequenza odierna la sismicità si concentra in un’area collocata a circa metà strada tra la catena appenninica e la costa adriatica, a una profondità di 15-25 km, superiore quindi a quella che caratterizza la sismicità appenninica. Si noti che la profondità del secondo terremoto della sequenza (M3.6, prof.=10km) è probabilmente sottostimata a causa della vicinanza di questo evento con quello di M4.1 avvenuto il minuto precedente".

 

 

Infine, prendendo in esame la mappa di scuotimento calcolata dai dati delle reti sismiche e accelerometriche INGV e DPC, gli esperti notano come siano messi in luce dei "livelli di scuotimento fino al IV-V grado MCS nelle aree più vicine all’epicentro del terremoto. Il terremoto è stato risentito in molti comuni delle province di Ascoli Piceno e Teramo e in altri delle Marche e dell’Abruzzo", oltre che nel Rietino e nella Valnerina.