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Adozioni di bambini stranieri in Italia, nel 2021 sono state solo 680. Ha influito anche il Covid

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Il Covid ha cambiato radicalmente le abitudini di tutti i cittadini. E così, anche per quanto riguarda le adozioni di minori stranieri, le famiglie italiane hanno agito con maggiore prudenza, con il dato del 2021 nella penisola che si è fermato a 680. Un numero che, si legge nel rapporto della Commissione adozioni, risente di molteplici fattori e, a pesare, è anche il Covid. I numeri delle adozioni internazionali, relativi agli anni 2020 e 2021, risentono ancora delle difficoltà globali, date dalle limitazioni alla libertà di movimento delle persone e in taluni casi, dalle politiche di lockdown, messe in atto dai molti Paesi per contrastare la diffusione del virus. Nonostante ciò, l’anno in disamina è caratterizzato da un incremento, anche se lieve, del numero di minori autorizzati all’ingresso e alla residenza permanente nel nostro Paese, pari al 7% rispetto all’anno precedente, numeri che restano comunque lontani da quelli registrati nell’ultimo anno pre-pandemia. Si conferma, anche nel 2021, l’incidenza percentuale, quasi all’80%, di minori adottati provenienti da Paesi di origine che hanno ratificato la Convenzione de L’Aja.

 

 

Nel 2021 nessuna regione conta più di cento coppie adottive e i valori più alti si registrano in Lombardia (76), nel Lazio (58) e in Toscana (55). Quest’ultima, in particolare, conferma il proprio trend decrescente registrando una variazione pari al 12,7% rispetto al 2020. Se il 2020 aveva visto una significativa flessione, sia dal punto di vista assoluto che in termini relativi, sostanzialmente in tutte le regioni, il 2021, invece, mostra un quadro decisamente più variegato: da un lato, si osservano aumenti consistenti in termini percentuali per diverse aree del Paese, in particolare Molise (+166,7%), Trentino-Alto Adige (+85,7%) e Umbria (+50%) che, tuttavia, partivano da valori assoluti piuttosto bassi; dall’altro, oltre alla già citata Toscana, sono presenti diverse regioni in cui si è registrata una ulteriore notevole flessione, su tutte la Calabria (-35,3%). Nel 2020, il fattore del tutto inedito e dirompente, anch’esso esogeno, che ha determinato la dimensione quantitativa del fenomeno adottivo affermando un trend negativo, è stato l’avvento della pandemia, che ha fatto registrare una inequivocabile rottura della serie storica: il numero delle coppie che hanno richiesto l’autorizzazione all’ingresso in Italia di minori stranieri, infatti, è sceso fino a raggiungere appena le 526 unità, ossia 443 in meno dell’anno precedente con una flessione annua del 45,7%.

 

 

Inevitabilmente, gli effetti della pandemia sono visibili anche nel 2021. Sebbene, per la prima volta nell’ultimo decennio, il numero di coppie (563) sia aumentato rispetto alla rilevazione precedente - variazione positiva di 37 unità in termini assoluti, ossia del 7% - i numeri complessivi rimangono, comunque, lontani anche da quelli registrati nell’ultimo anno pre-pandemia. Inoltre, nel 2021 a fronte di 680 minori adottati, il 62,5% del totale manifesta uno o più bisogni speciali, in aumento rispetto all’anno precedente di rilevazione, in cui si attestava al 59% del totale. È quanto emerge dal report della Commissione adozioni relativo al 2021. Il 30,1% di bambini adottati rientra nella categoria in esame a causa di traumi subiti, problemi severi di comportamento e incapacità fisica e/o mentale.