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Esami di maturità, record di 100 e lode nel 2022: Umbria sul podio. Tante eccellenze nel Mezzogiorno, ma le Invalsi ribaltano la classifica

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Gli esami di maturità, dal 2020 in poi, hanno messo in evidenza una caratteristica degli studenti italiani: sono tutti bravi, anzi, bravissimi. Questo, almeno, quello che dice la carta. Perché da tre anni a questa parte, il numero delle eccellenze è aumentato a dismisura, con il 2022 che ha registrato un nuovo record di 100 e lode. A favorire il boom anche la composizione delle commissioni, che dallo scoppio della pandemia sono state di soli membri interni più il presidente. Quest'anno, sono stati 16.384, ben 1.147 in più del 2021. L'incremento è stato a senso unico nelle regioni del Sud Italia, che hanno toccato quota + 1.344, mentre le regioni settentrionali mostrano un dato in negativo, con 279 eccellenze in meno dello scorso anno. I dati, evidenziati dallo studio di Tuttoscuola, mettono in mostra come a raggiungere la lode sia stato il 3,2% dei diplomati, più del doppio rispetto a tre anni fa (1,5%), il triplo rispetto al 2015-16 (1,1%) e più del quintuplo del 2011-12 (0,6%), anno in cui per la prima volta, con l’entrata a regime della riforma della scuola secondaria superiore, la lode è stata attribuita solo se l’alunno aveva riportato il punteggio massimo di credito scolastico (8 punti per la classe terza, 8 punti per la classe quarta e 9 punti per la classe quinta) e la media dei voti superiore a nove decimi negli scrutini finali relativi alla classe terza, quarta e quinta. Da allora l’incidenza degli alunni premiati con la lode è sempre aumentata, spiccando il volo negli anni del Covid. 

 

 

Nel dettaglio, sono 1.053 gli studenti eccellenti della Lombardia che nel 2022 si sono diplomati con 100 e lode all’esame di maturità. Poco meno dei 1.149 che hanno raggiunto lo stesso traguardo in Calabria. La differenza, rileva ancora lo studio di Tuttoscuola, è che in Lombardia si sono diplomati in 74.144 (quindi solo l’1,4% è stato valutato con il massimo dei voti), in Calabria in 18.477 (il 6,2% ha preso la lode). In altri termini in Lombardia solo uno studente su 70 è stato valutato meritevole di lode, in Calabria uno ogni 16. Seguono la Puglia con uno su 17, l’Umbria con uno su 21 e la Sicilia con uno su 22. In fondo, subito prima della Lombardia, il Friuli Venezia Giulia con un diplomato con lode ogni 56, il Veneto con 52 e il Piemonte con 50. Dati che testimoniano la disomogeneità dei criteri di valutazione sul territorio nazionale. Da sottolineare che le Università italiane con corsi a numero chiuso si affidano sempre meno al voto di maturità nei criteri di selezione all’accesso. Di fronte al trend crescente nel numero di lodi, ciò che colpisce è la continuità negli anni degli exploit in alcune Regioni: in Calabria e Puglia, con alcune incursioni dell’Umbria, si è sempre registrata nell’ultimo decennio la maggiore presenza di studenti "geni". Mentre la Lombardia ha sempre chiuso la classifica (meno studenti eccellenti o un metro di misura mediamente più severo?). Si evidenzia insomma un vero e proprio "spread" nella valutazione a livello territoriale. Ciò che si nota inoltre è che si va allargando sempre più la forbice in termini di percentuali di diplomati con lode tra le Regioni: mentre nel 2011-12 tra la prima (Puglia, con l’1,4% di lodi) e l’ultima (Lombardia, 0,3%) c’era uno scarto di circa un punto percentuale, quest'anno lo scarto è diventato di quasi 5 punti percentuali (quelli che separano la Calabria, con il 6,2% e la solita Lombardia con l’1,4% di diplomati con lode).

 

 

Una differenza accentuata dal confronto con le rilevazioni somministrate con prove oggettive (limitate a specifici aspetti misurabili attraverso test) dall’Invalsi, che presentano un’Italia esattamente rovesciata nei livelli di competenza eccellenti rispetto a quanto emerge dalle valutazioni soggettive (ma anche a più largo raggio) dei docenti italiani nelle varie province e regioni. E così, mentre ai risultati della maturità la Calabria è prima a livello nazionale in termini di percentuale di studenti con lode, è ultima nei livelli di apprendimento rilevati dall’Invalsi nell’ultimo anno delle superiori in termini di percentuali di alunni con risultati eccellenti. I dati Invalsi di quest’anno sui livelli di eccellenza degli studenti del quinto anno della secondaria di II grado sembrano infatti togliere credibilità a molte di quelle lodi assegnate nella maturità 2022, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Nel 5° livello (eccellenza) della prova di italiano Invalsi del 5° anno delle superiori non compaiono gli studenti di Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Sardegna; sono al limite minimo del livello di eccellenza quelli di Abruzzo, Lazio, Molise e Basilicata; sono collocati in posizione medio alta le restanti regioni, con Lombardia e Friuli VG, oltre alla Val d’Aosta e Trentino-Alto Adige, al top. Nel 5° livello (eccellenza) della prova di matematica sono inserite tutte le regioni con Sardegna, Calabria, Sicilia, Campania, Lazio e Abruzzo al limite minimo del livello e, comunque, sotto la media nazionale; sopra la media le restanti regioni e al top, oltre alla Val d’Aosta e il Trentino-Alto Adige, Lombardia, Friuli VG e Veneto. Tenendo conto anche di questi risultati e di quelli di inglese (lettura e ascolto), Invalsi ha stilato la graduatoria degli allievi eccellenti (che non vuol dire tutti "da lode", che rappresenta l’eccellenza assoluta) al termine della scuola secondaria di II grado, che vede agli ultimi posti Calabria e Campania con il 5%, precedute da Sicilia (6%), Sardegna (7%), Puglia (8%), Basilicata (9%); invece al top, oltre alla Val d’Aosta e al Trentino-Alto Adige, il Friuli VG (24%), la Lombardia (22%), il Veneto (21%). Tutte le Regioni del Nord migliori nelle prove Invalsi rispetto alle lodi; l’inverso per tutte le Regioni del Sud.