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Caldo, Roma come Bangkok: "l'afa favorisce le vespe asiatiche"

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Allarme vespa asiatica in Italia, soprattutto a Roma. "Ha iniziato a proliferare pure a Monteverde, la Capitale è diventata uno zoo a cielo aperto di animali pericolosi" ha scritto alcuni giorni fa sui sociale il consigliere capitolino Paolo Ferrara.

 

Ma cosa è la vespa asiatica? Perché si trova anche in Italia? Questo insetto prolifera a causa del troppo caldo, il suo nome originario è vespa velutina, meglio nota come calabrone asiatico, e proviene dal sud-est asiatico. "Il genere vespa ha tante specie, in Italia soltanto due sono autoctone, ma nell’est dell’Asia ci sono tantissime specie, diverse tra loro. Alcune sono state introdotte, come il vespone asiatico", spiega a LaPresse Pierfilippo Cerretti, professore di Biologia Ambientale ed evoluzionistica dell’Università di Roma La Sapienza. "Se questi animali dovessero stabilizzarsi possono arrecare danni significativi, non solo alle api, delle quali sono potenziali predatori", prosegue Cerretti, specificando che "la facilità con la quale specie alloctone si introducono derivano da questioni commerciali, siano esse passive", come gli arrivi di grandi navi merci per esempio, "che attive", vale a dire "introdotte per scopi di impollinazione o lotta biologica".

 

 

Un’altra però sono "i cambiamenti climatici". Per quanto riguarda il possibile nesso tra un’altra specie, quella delle vespe orientalis, e l’immondizia nella Capitale, l’esperto tende a ridimensionare: "In realtà la Vespa orientalis è una specie che fa parte della fauna italiana. È un elemento tendenzialmente meridionale. Il genere vespa è un predatore, non vedo un nesso con l’aumento della spazzatura in città. Probabilmente a seguito dei cambiamenti climatici la specie sembra essere in espansione verso nord e segnalata anche in Toscana e Friuli. Non ci sono dati per dire che sia più aggressiva o pericolosa della più comune Vespa crabro". "Nel museo di zoologia della Sapienza ci sono vari esemplari di Vespa orientalis raccolti negli ultimi anni. È vero che la sua presenza in città sembra discontinua negli anni, ma nulla affatto strana", conclude Cerretti.