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Trieste, il coach pro-Ana scoperto grazie alla denuncia di una quindicenne ricoverata da mesi

Christian Campigli
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Una malattia seria. Un disturbo che spinge decine di ragazzi e ragazze verso la depressione e, talvolta, anche al suicidio. Un coach, che ha completamente frainteso i punti cardini della sua missione professionale. In un gruppo aperto, su una piattaforma social, spingeva ragazze minorenni e fragili al raggiungimento dell’anoressia. È quanto emerso dall'inchiesta denominata “Free Angels”, condotta dalla polizia postale di Trieste e Udine e resa nota questa mattina dall'agenzia di stampa AdnKronos.

 

 

Gli uomini in divisa sono risaliti ad un uomo, che è stato prontamente denunciato. L'operazione ha preso il via da una segnalazione di una quindicenne, da mesi ricoverata presso il reparto di pediatria di un ospedale della regione, per disturbi del comportamento alimentare. Il coach aveva agganciato decine di ragazze minorenni e, dopo averne carpito la fiducia, le aveva indotte a pericolose pratiche di dimagrimento. L'uomo era solito elargire folli consigli: non assumere più di 500 calorie giornaliere, bere molta acqua per lenire il senso di fame e farsi docce gelate per stimolare l’organismo a un maggiore dispendio energetico. Secondo la tesi accusatoria, avrebbe incoraggiato la minorenne a farsi tagli all’insaputa dei genitori, il tutto documentato da riprese video col cellulare. Il malvivente si era spinto oltre: aveva avanzato richieste di immagini e videotape di natura pedopornografica in cambio di denaro e regali. 

 

 

L’incrocio di migliaia di dati informatici ha portato all’identificazione di un libero professionista di quaranta anni residente in centro Italia, già condannato per pornografia minorile, il quale sui suoi profili social e sul proprio blog si presentava come medico, pur non avendo mai conseguito la laurea. “Durante la perquisizione informatica, durata oltre dieci ore, sui dispositivi dell’indagato sono state rinvenute alcune chat di interesse investigativo - fanno sapere gli investigatori - Su un nuovo profilo social aperto solo due giorni prima l’uomo aveva già agganciato otto ragazze per indurle a pratiche pericolose di dimagrimento alcune delle quali gli avevano inviato messaggi autoeliminanti e fotografie anche durante l’attività di perquisizione”.