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Draghi: "Non abbandoniamo l'Ucraina, misure decreto aiuti per avere più indipendenza da gas russo"

Nicola Uras
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"Nel clima di grandissima incertenzza che c'è, il governo fa il possibile per poter dare un senso di direnzione, di vicinanza, a tutti gli italiani e le azioni e decisioni di oggi rappresentano bene questa determinazione del governo. In un certo senso, è il senso del governo stesso" ha detto il premier Mario Draghi illustrando il decreto aiuti. Il provvedimento "si estende in molte aree: approviamo liberalizzazioni, riforme nel settore delle energie rinnovabili, che ci permettono di accelerare la transizione ecologica, di fare quello scatto negli investimenti nelle rinnovabili, che contribuiranno a renderci più indipendenti dal gas russo". E ancora: "I provvedimenti di oggi affrontano il caro-vita, l’accelerazione dei prezzi dipende in larghissima misura dai prezzi dell’energia. E questo significa che si tratta di una situazione temporanea che va affrontata con strumenti eccezionali".

 

 

Entrando nello specifico, con il decreto legge Aiuti arriverà un contributo una tantum da 200 euro per dipendenti e pensionati fino a 35mila euro di reddito. "I provvedimenti di oggi valgono 14 miliardi, che si aggiungono ai 15,5 dei provvedimenti precedenti, siamo a un totale di circa 30 miliardi già spesi, due punti percentuali del Prodotto interno lordo, e vorrei notare che lo abbiamo fatto senza ricorrere a scostamenti di bilancio" chiarisce. E ancora:  "Rinnoviamo il taglio delle accise su benzina e gasolio e per altri 3 mesi rinnoviamo l’intervento sociali per i piu’ poveri, per proteggerli dai rincari dell’energia".

 

 

Sulla guerra, "noi cerchiamo la pace, non abbiamo bisogno di riposizionare l’Italia in questo senso, non c’è nessun appiattimento. Le armi sono state avviate da tutti i partner, non devo riposizionare niente. Nessuno di noi vuole abbandonare l’Ucraina" spiega Draghi. Sul ministro russo Lavrov: "Prima di tutto parliamo di un Paese dove c’è libertà di espressione, e il ministro Lavrov appartiene a Paese dove non c’è liberta espressione. In Italia c’è libertà di esprimere le opinioni, anche quando sono palesemente false e aberranti. Quello che ha detto Lavrov è aberrante. E per quanto riguarda la parte riferita a Hitler, è davvero oscena. La televisione trasmette liberamente queste opinioni. Si è parlato di intervista ma in realtà è stato un comizio. Bisogna chiedersi se è accettabile di invitare una persona che chiede di essere intervistato senza nessun contraddittorio. Non è granché, non è granché professionalmente, fa venire in mente strane idee, non è granché", ha aggiunto Draghi commentando l’intervista del ministro russo.