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Migranti, ancora sbarchi: 431 persone a Lampedusa. Sistema di accoglienza in difficoltà

Pietro De Leo
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Era ampiamente previsto che la bella stagione avrebbe portato una crescita degli arrivi nella rotta mediterranea centrale. Ieri, la contabilità è stata perentoria: 400 arrivi in 24 ore a Lampedusa. Numeri significativi, che segnano la difficoltà della locale struttura d’accoglienza. Nell’hotspot di Contrada Imbriacola, infatti, in 24 ore il numero delle persone ospitate raggiunge quota 431, in raffronto ai 250 posti disponibili. Una dinamica che riaccende il faro sul fenomeno.

 

 

E il sindaco di Lampedusa lancia l’allarme, appellandosi al governo italiano e alle istituzioni europee: “quando predispongono misure di solidarietà internazionale e di accoglienza umanitaria, si ricordino di guardare a quello che avviene a Sud, nel cuore del Mediterraneo”. E proprio questo è il cuore della questione. C’è la doverosa solidarietà verso gli ucraini, cui deve assolvere ogni Paese civile e l’Italia lo sta facendo. Ma il problema è che il nostro Paese rischia di essere chiuso in una morsa, tra gli arrivi dal Paese martoriato dalla guerra, quelli dalla rotta balcanica e, infine, lungo la rotta mediterranea.

 

 

Nel continente africano, infatti, sono molteplici i fattori di crisi che alimentano i traffici di esseri umani. Tutto questo, va ad impattare su due criticità. Da un lato, il sistema italiano di accoglienza, che rischia di essere sottoposto ad un gravame insostenibile, già ampiamente provato dal sostegno dato ai rifugiati. Dall’altro lato, invece, l’impatto su un Paese come il nostro, che si affaccia, purtroppo, verso una nuova fase di problemi sociali ed economici. Purtroppo, il tema dei flussi via Mar Mediterraneo è stato molto trascurato negli ultimi vertici europei. Ma, al di là del mai risolto problema della redistribuzione dei richiedenti asilo, sarebbe necessaria e urgente un’azione politica sulla costa nordafricana per bloccare le partenze. Anche qui, l’obiettivo è assai complicato, considerando che la Libia è divisa in due sfere di influenza: la Tripolitania appannaggio della Turchia, la Cirenaica invece della Russia.