Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Pesaro è la Capitale della Cultura per il 2024: l'annuncio del ministro Franceschini

Christian Campigli
  • a
  • a
  • a

Un riconoscimento prestigioso. In grado di creare interesse nei confronti di una delle più belle realtà italiane. Ma anche tra le meno conosciute. Un volano per il turismo e per l’economia. Sarà Pesaro la Capitale della Cultura per il 2024. A proclamarla, aprendo la busta con il nome della vincitrice, è stato questa mattina il ministro Dario Franceschini, nella sala Spadolini del Collegio Romano. Il capoluogo marchigiano ha prevalso fra le dieci città finaliste: Ascoli Piceno, Chioggia, Grosseto, Sestri Levante con il Tigullio, Mesagne, Paestum e alto Cilento, Siracusa, Viareggio e Vicenza, selezionate, a loro volta, su ventitré candidature.

 

 

“Abbiamo assistito a una competizione virtuosa e sempre più di qualità, appassionante, dove crescono idee e capacità di interagire fra pubblico e privato, in questi giorni di guerra che impongono di riflettere e di agire nel miglior modo possibile ma anche di guardare al futuro – ha sottolineato Franceschini all’agenzia di stampa AdnKronos - Entrare nella ‘short list’ è già un grande risultato, come quello di fregiarsi di città candidata al titolo di capitale italiana della cultura, per il quale faccio le mie congratulazioni a Pesaro”. Anche in un momento di estrema felicità, il primo pensiero del sindaco pesarese è andato all’Ucraina e alla guerra attualmente in corso. Ad un territorio martoriato dalle bombe, un angolo d’Europa nel quale i bambini rischiano, ogni giorno, di morire. “Per noi è davvero una grande emozione - sottolinea il primo cittadino Matteo Ricci - ma vogliamo dedicare questa vittoria di Pesaro alla città di Kharkiv che sta soffrendo a causa della guerra” annuncia, tenendo fra le dita una riproduzione dell’albero della vita, sopravvissuto all’atomica sganciata su Hiroshima e Nagasaki, colorato con il giallo e il blu della bandiera dell’Ucraina. "Abbiamo fatto davvero un lavoro straordinario - continua poi Ricci - e chiederemo alla regione Marche un sostegno comune a Pesaro ma anche ad Ascoli Piceno, altra città marchigiana fra le dieci finaliste. Ce la metteremo tutta”.

 

 

Un riconoscimento ad una città tanto bella quanto così poco conosciuta al grande pubblico. Un volano per turismo ed economia. E la concreta possibilità di dimostrare che la cultura non è qualcosa di immobile, di statico, adatto solo ai topi di biblioteca. Ma rappresenta un momento di accrescimento, di piacere e di gioia, in grado anche di portare ricchezza ad un intero territorio.