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Volano i prezzi alla produzione dell'industria: a gennaio +9,7% su base mensile e +32,9% su base annua

Christian Campigli
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Un'impennata furiosa, che non conosce soste né ostacoli. Che rischia di sconvolgere i piani del Governo dei Migliori. E, soprattutto, di rendere carta straccia le stime e le ipotesi, forse un po' troppo ottimistiche, di una piena, rapida e totale ripresa economica dalla pandemia. A gennaio 2022 i prezzi alla produzione dell’industria sono aumentati del 9,7% su base mensile e del 32,9% su base annua. Sul mercato interno crescono del 12,4% rispetto a dicembre 2021 e del 41,8% su base annua. Al netto del comparto energetico, il rialzo è nettamente più contenuto e pari all’1,8% in termini congiunturali e all'11,0% in termini tendenziali. È Istat a renderlo noto questa mattina, con un report tanto preciso quanto approfondito.

 

 

Sul mercato estero la risalita su base mensile è dell’1,6% (+1,6% area euro, +1,7% area non euro) e su base annua del 10,5% (+11,3% area euro, +10,0% area non euro). Nel trimestre che va da novembre 2021 a gennaio 2022, rispetto ai tre mesi precedenti, i costi della produzione dell’industria fanno segnare un più 10,6%, con una dinamica decisamente più sostenuta sul mercato interno (+13,7%), rispetto a quello estero (+2,6%). Secondo le analisi dell'istituto di statistica, all'inizio del nuovo anno si sono rilevati aumenti in quasi tutti i settori manifatturieri. Su tutti, spiccano i prodotti petroliferi raffinati (+35,7% mercato interno, +15,2% area euro, +48,6% area non euro), la metallurgia e la fabbricazione di prodotti in metallo (+23,3% mercato interno, +33,8% area euro, +25,4% area non euro), i prodotti chimici (+19,7% mercato interno, +20,5% area euro, +18,3% area non euro) e l'industria del legno, della carta e stampa (+14,9% mercato interno, +16,1% area euro, +12,5% area non euro). L’unica flessione riguarda i computer, i prodotti di elettronica e l'ottica (-0,8% area euro). I prezzi alla produzione delle costruzioni per edifici residenziali crescono del 2,5% su base mensile e del 6,4% su base annua, quelli di strade e ferrovie aumentano del 2,1% in termini congiunturali e del 5,4% in termini tendenziali.

 

 

Infine, va ricordato come nel quarto trimestre 2021 i costi della produzione dei servizi siano aumentati dello 0,8%, rispetto al trimestre precedente e dell’1,8% su base annua. Gli incrementi più elevati si registrano per i servizi di trasporto marittimo (+38,3%) e aereo (+14,9%); l’unica flessione riguarda i servizi di telecomunicazione (-4,8%). Numeri freddi, che non devono trarre in inganno. Perché in questa anonima sequenza di cifre, di più e di meno, c'è il futuro economico dell'Italia. Un Paese che ha un bisogno smodato di una vera ripartenza. Che non può trasformarsi in realtà se i costi della produzione, delle materie prime e di quelle energetiche raddoppiano. Di giorno in giorno, di mese in mese. Una folle impennata, che non sembra conoscere soste né ostacoli.