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Roma, le condizioni della bambina ferita in Ucraina sono buone. L'assessore alla Sanità D'Amato: "Grazie all'Irccs San Raffaele"

L'assessore D'Amato al San Raffaele

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"Sono andato a visitare la piccola Sofia, la giovane ferita da proiettili in Ucraina arrivata a Roma con la sua nonna, unica superstite della sua famiglia. Voglio ringraziare gli operatori e le operatrici dell’Irccs San Raffaele dove è ricoverata la giovane" riferisce l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, in una nota. 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Alessio D'Amato (@alessiodamato_official)

 

Lo scorso venerdì infatti all'Irccs San Raffaele di Roma è arrivata dall'Ucraina - dopo un lungo viaggio in ambulanza accompagnata dalla nonna - una bambina rimasta ferita, a Kiev, da arma da fuoco durante l’attuale conflitto di guerra. Operata immediatamente, la bambina aveva "riportato danni motori e psicologici in quanto il fratellino è deceduto, alla sua presenza nello stesso scontro a fuoco" aveva spiegato la presidente dell’onlus Pro Sma Liliya Palashchuk Sobrin dopo la richiesta di ricovero al San Raffaele per "la presenza di un’equipe multidisciplinare, altamente qualificata". Nelle ore immediatamente successive all'operazione sono state riscontrate come "buone" le "condizioni generali della piccola Sofia". "I parametri vitali, saturazione, frequenza cardiaca, pressione arteriosa, sono nella norma e la febbre è in riduzione, finalmente è riuscita a dormire. Alimentazione semisolida, alvo e diuresi nella norma. Iniziate le prime valutazioni per la mobilizzazione degli arti superiori ed inferiori finalizzate alla impostazione di un idoneo progetto riabilitativo", aveva spiegato la dottoressa Amalia Allocca, direttore sanitario del San Raffaele di Roma dove la piccola è ricoverata. La bambina si era presentata "con una tetraparesi, prevalente a destra, esito di ferite da arma da fuoco, le principali in sede cervicale e cranica, subite mentre era in macchina con tutta la sua famiglia, e lei è ad oggi l’unica superstite".

 

 

"La rete di solidarietà degli ucraini presenti a Roma ci aiuta costantemente nella traduzione di messaggi rivolti a lei ed alla nonna che ci consentono di effettuare le necessarie terapie, e di ascoltare i suoi bisogni, materiali e psicologici" ha aggiunta Allocca. Intanto è in arrivo all’Irccs San Raffaele un’altra bambina da Kiev, ha 10 anni ed è accompagnata dalla mamma. Lo apprende l’Adnkronos Salute.