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Bullismo e cyberbullismo, vittima il 22,3% di studenti: poca prevenzione, il caso di Castrolibero

Pietro De Leo
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Oggi cade la giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo. Al di là di tanta retorica e delle valanghe di dichiarazioni di circostanza diffuse dai politici, occorre partire dai dati e dalla cronaca. I numeri diffusi dal monitoraggio del Ministero dell’Istruzione ci restituiscono un 22,3% di studenti e studentesse di scuole superiori grado vittima di bullismo; al contrario, il 18,2% ha preso parte attivamente ad episodi di bullismo verso un compagno o una compagna. Inoltre, l’8,4% ha subito episodi di cyberbullismo, mentre il 7% vi ha preso attivamente parte. Quanto ai docenti, un’altissima percentuale di essi (oltre l’83%) dichiara che nel loro istituto è presente il prof “referente”, mentre c’è una bassissima percentuale di conoscenza dei protocolli di presa in carico di situazioni di bullismo e cyberbullismo (neanche il 50%). Si tratta di dati che testimoniano un ritardo nella prevenzione, che scalfisce la possibilità di un’immediata e pronta reazione al primo manifestarsi di questi fenomeni. Eppure, dovrebbe essere ben nota la casistica di quel che subire il bullismo può provocare ai ragazzi: traumi superabili solo con grandi difficoltà, difficoltà nel socializzare, e soprattutto una ferita aperta su quelli che dovrebbero essere gli anni più belli.

 

 

Eppure, allo stesso modo, dovrebbe essere ben noto il rischio di una moltiplicazione dei rischi, dovuti anche all’irruzione dei social nella vita quotidiana. Il cyberbullismo, per quanto evochi una realtà immateriale, ha degli effetti concretissimi. Tra minacce via social, derisioni nella piazza virtuale e soprattutto la fattispecie della “sex revenge”, filmati intimi che poi vengono fatti circolare, magari dopo la rottura di una storia d’amore, tra amici che provocano una forte umiliazione per la vittima e che spesso, poi, prendono la via incontrollata del web. Proprio in questi giorni agli onori delle cronache è saltato il caso, drammatico, del Liceo Scientifico di Castrolibero, nel cosentino. Una ragazza ha presentato denuncia per presunte molestie che un docente avrebbe perpetrato nei suoi confronti, così come ad altre ragazze. Da un’intervista a Repubblica emerge un certo lassismo da parte della dirigente scolastica, su questo come in un caso di molestia che la ragazza subì da un coetaneo.

 

 

La Procura di Cosenza ha aperto un fascicolo, così come è stata avviata l’ispezione scolastica. Le eventuali responsabilità verranno accertate, ma è oggettivo come la prima barriera di protezione contro i casi di vessazioni debba consistere nella ricettività delle antenne presenti nell’istituto. Professori (e non solo il “referente”) e presidi. Al di là dei protocolli, non voltarsi dall’altra parte deve essere la primissima regola di condotta. Sicuramente, in considerazione del fatto che il mondo va cambiando, che il Covid ha sconvolto i codici di comportamento dei ragazzi, spesso esasperandone i comportamenti più sbagliati, un costante percorso di formazione della categoria si rende necessario.