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Silvio Berlusconi dimesso dall'ospedale San Raffale dopo otto giorni di ricovero. L'uscita insieme alla compagna

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Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, è stato dimesso dall’ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato da otto giorni. L’ex premier - cappotto, cappello e mascherina blu - ha fatto rientro nella sua residenza di Arcore senza rilasciare dichiarazioni, esibendosi solo in un saluto con la mano alla folta flotta di giornalisti e fotografici prima di entrare in macchina accompagnato dalla fidanzata Marta Fascina e dalla senatrice Licia Ronzulli. 

 

 

Non sono stati giorni semplici per Berlusconi (85 anni) dopo che aveva rinunciato a correre per il Quirinale. "Una batosta" come aveva riferito nei giorni scorsi il fratello Paolo. Dal mitico e leggendario appartamento di 300 metri quadrati che si trova nel padiglione Diamante dell'ospedale milanese ha seguito tutta la settimana dell'elezione sino alla chiamata a Mattarella per assicurare il suo sostegno. Per il resto, seguendo i consigli dei medici con in testa Alberto Zangrillo e dei familiari, ha ricevuto poche visite. Oltre ai figli, al fratello e alla fidanzata Marta Fascina, il leader di Forza Italia ha incontrato gli amici di sempre, Marcello dell'Utri, Fedele Confalonieri e Adriano Galliani. A inizio settimana era stato raggiunto anche da una telefonata, con gli auguri di pronta guarigione, del premier Mario Draghi.

 

 

In mattinata erano riecheggiate le dichiarazioni della senatrice Ronzulli, da sempre una delle più vicine a Berlusconi, intervistata da La Stampa. "D’ora in avanti Forza Italia si muoverà con più autonomia. Basta fughe in avanti e individualismi da parte dei leader. Berlusconi avrebbe avuto i numeri per diventare presidente della Repubblica. Ma, capendo prima degli altri quale fosse il clima, ha ritenuto che questo non era il momento di creare divisioni. Non so se sia stato meglio per il Paese, ma, certamente, senza il suo atto di grande generosità oggi non avremo al Quirinale un uomo nel quale tutti si riconoscono come Mattarella", ha spiegato. "C’è la volontà di tutte le forze che aderiscono al Ppe di essere unite e di muoversi in modo compatto. Si tratta di un nuovo elemento nella scena politica italiana, sempre all’interno del centrodestra. Renzi, invece, ha i suoi riferimenti politici nel Pse, a cui hanno aderito gli eurodeputati del Pd quando ne era segretario: se poi ha cambiato idea bisogna chiederlo a lui. Certo, su alcuni temi, come ad esempio sulla giustizia, la pensiamo allo stesso modo. Se vuole venire nel centrodestra è il benvenuto" ha aggiunto.