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Giochi, settore colpito dalla pandemia, un esercente su 6 ha ridotto il personale: l'indagine

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C’è uno studio, elaborato dalla Ipsos e dalla Luiss Busness School, che ha analizzato il rapporto tra gli italiani e il gioco. Dunque il tipo di approccio che hanno attorno a lotterie e gratta e vinci, l’abitudine di andare in ricevitoria e tentare la fortuna. In base a questa indagine, emerge come una parte di popolazione consideri tutto questo un bene “normale”, parte integrante del proprio tempo libero, collocato appieno nel proprio “paniere dei consumi”. Il settore, tuttavia, ha subito delle ripercussioni significative in questa fase di pandemia. Solo il 35% degli esercenti, che hanno fatto parte del campione della ricerca, ha dichiarato di essere soddisfatto dall’andamento della propria attività in questi due anni di limitazioni antipandemiche. Circa il 17%, poi, ha dovuto ridurre il personale.

 

 

Legato al tema del gioco, poi, è però anche il tema del “comparto parallelodell’illegalità. In base alla ricerca, circa il 70% dei consumatori e il 79% degli esercenti è convinto che non sia facile intercettare e sanzionare i fenomeni riconducibili della fattispecie, e che, cosa ancor più grave, essi siano socialmente tollerati. Peraltro, il 92% degli esercenti è convinto che senza le offerte di gioco legale il settore dell’illecito si andrebbe ad alimentare.

 

 

E sul punto è intervenuto anche il Sottosegretario al Mef Federico Freni: “il settore ha bisogno di un percorso virtuoso che, integrando tutela della salute e contrasto all’illegalità, porti ad una regolamentazione omogenea sul territorio nazionale. Il contrasto all’illegalità e al gioco d’azzardo patologico sono il nostro primo obiettivo”.