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Covid, l'allarme degli psichiatri: ansia e depressione aumentano del 65% il rischio di infezione

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Una gestione fai da te della pandemia, tra tamponi self fatti a casa, autodiagnosi e addirittura cure non supportate da evidenza scientifica, come per esempio la (folle) corsa all'antibiotico Zitromax. Insomma, la pandemia da Covid sta mettendo a dura prova gli italiani e non solo e così è arrivato l'allarme degli psichiatri durante un web forum internazionale dal titolo Pills of Psyichiatry and Neurology Psychiatric and Neurological issues in the Covid-19 era, organizzato dall’università degli Studi di Brescia e dalla Fondazione internazionale Menarini.

 

 

"Test rapidi da fare e rifare a casa e in farmacia, scuole e classi a rango ridotto e fughe dagli uffici spesso auto-imposte, al di là dei protocolli ufficiali e delle misure di prevenzione, alimentano l’ansia degli italiani anziché ridurla - ha sottolineato Emilio Sacchetti, promotore e coordinatore scientifico del web forum e professore emerito di Psichiatria dell’ateneo bresciano - Soprattutto nelle ultime settimane, siamo passati dall’idea trionfalistica dell’immunità di gregge e della guarigione allo scoramento, quando siamo stati colpiti da questa nuova ondata. Ora, nella consapevolezza di dover accettare una prolungata convivenza col virus gestita in modo sempre più individuale, l’atteggiamento collettivo sta cambiando. Aumenta il carico d’ansia associato alla consapevolezza che la scienza ha limiti intrinseci, specialmente in una pandemia di cui si imparano a conoscere davvero i contorni man mano che la affrontiamo".

 

 

Il Covid e la salute mentale sono legati (come abbiamo visto in questi anni) a doppio filo: stando a un recente studio pubblicato su The Lancet Psychiatry da Maxim Taquet, uno dei relatori del forum, i problemi di salute mentale pregressi come ansia e depressione possono aumentare in media del 65% il rischio di infezione da Sars-CoV-2, indipendentemente da qualsiasi altro fattore di rischio, e anche accrescere la probabilità di morire per l’infezione, triplicandola per esempio nei pazienti con schizofrenia.