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Caos tamponi fai da te, corsa all'acquisto online: "Test attendibili? Urgente un ente di controllo"

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Un prodotto che ora va pure a ruba. Si tratta dei tamponi fai da te. La corsa alle ordinazioni online, per averli pronti come scorta, è ormai la strategia adottata da molti italiani. Ma dietro gli acquisti sul web si nasconde il rischio di mettersi in casa test inattendibili? "No, più che altro varia la sensibilità, di per sé il sistema è sempre lo stesso. Se ci sono fregature? Bisognerebbe saggiarli tutti, ma nessun laboratorio ha tempo per fare quello che sarebbe necessario in una situazione normale: cioè verificare se per i test che circolano corrisponde al vero quanto dichiarato nel foglietto illustrativo. Nessuno ha il tempo di farlo. E non c’è un ente regolatorio che se ne occupa, anche perché non è previsto", ha spiegato all’Adnkronos Salute Pierangelo Clerici, presidente dell’Amcli, Associazione microbiologi clinici italiani. .

 

 

"Per la registrazione del prodotto ci si basa sull’autocertificazione del produttore. E' urgente invece che ci sia una presa di posizione a livello di Comunità europea. Quando si costruisce un’automobile si dice che questa deve avere delle caratteristiche precise e vanno verificate, come si verificano i livelli di sicurezza con il crash test. Allo stesso modo, se si costruisce un percorso diagnostico - ha sottolineato l'esperto - se si producono dei test diagnostici, ci deve essere un ente che verifica se quanto viene detto dal produttore corrisponde a realtà".

 

 

Ancora Clerici: "Oggi come oggi, soprattutto se guardiamo i test per il Covid, la maggior parte arriva da Cina, Corea o Stati Uniti e un controllo ci dovrebbe essere - ha aggiunto -. Quello che fanno con i vaccini enti regolatori come l’Ema o la Fda bisognerebbe farlo anche con i test diagnostici. Ma a livello di Comunità europea. Non serve che ogni Stato si inventi qualcosa".