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Morte Mauro da Mantova, Selvaggia Lucarelli contro Cruciani: "Usa i no vax come macchiette per lo show"

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Durissimo articolo di Selvaggia Lucarelli contro Giuseppe Cruciani, sul tema della morte per Covid del no vax Mauro Buratti, sessantunenne noto al pubblico per i suoi numerosi interventi a La Zanzara, il programma dello stesso Cruciani (e di David Parenzo) in onda su Radio24. Questi alcuni dei passaggi principali dell'articolo di Selvaggia Lucarelli sul sito di Domani: "La morte di Mauro da Mantova è la morte di un poveretto trattato da giullare che ha il suono non del monito ma della barzelletta triste - ha sottolineato la giornalista -. E dovrebbe fare scuola non tanto per i no vax, ma per chi usa i no vax nel ruolo delle macchiette per un po’ di show”.

 

 

Implicita, ma non tanto, la critica a Giuseppe Cruciani, che aveva preso a cuore la salute di Mauro Buratti, il 61enne noto per i suoi numerosi interventi a sfondo complottista, anche prima del Covid. L’uomo si trovava ricoverato da diverso tempo nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Borgo Trento, in provincia di Verona: era stato convinto proprio da Cruciani, dato che lui continuava a non voler credere al Covid e pensava di avere soltanto una banale influenza.

 

 

“Se l’è cercata? Queste sono cose miserabili - ha tuonato Cruciani in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano - ognuno vive la propria vita come vuole. Dico che definirlo no vax era anche riduttivo, viveva di complotti in generale. Passava la sua vita sui complotti della grande finanza, della lobby ebraica e cose simili”. Chissà se il conduttore de La Zanzara replicherà alle accuse della Lucarelli.

 

 

Ancora un passaggio dell'articolo di Selvaggia: "'Eri Belvaman, volevi essere Re, l’interventista radiofonico per eccellenza, eri felice quando qualcuno ti riconosceva per strada e ti chiedeva un selfie. Eri, sei, Mauro da Mantova. Ti abbiamo preso in giro, ci hai insultato, ci siamo divertiti come mai nella vita', ha scritto oggi Giuseppe Cruciani nel ricordarlo. Ma le macchiette muoiono - ha aggiunto la giornalista - e forse non c’era niente da ridere nel continuare ad applaudirle mentre si sceglievano la lapide".