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Terza dose o tampone per visitare i parenti nelle Rsa, ma no a obbligo di vaccino per i dipendenti della Pa

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Emergono i dettagli sul decreto festività approvato dal Cdm, una sorta di stretta importante per contenere la pandemia da Covid. Dal 30 dicembre bisognerà aver fatto il booster oppure presenterà l’esito negativo di un tampone per poter accede non solo nelle discoteche e nelle sale da ballo, ma anche nelle Rsa e gli hospice per poter visitare i propri cari. Questo quanto previsto nella bozza del dl festività. La misura è valida fino alla fine dello stato di emergenza, per ora fissato al 31 marzo.

 

 

Slitta, però, l’obbligo vaccinale per i dipendenti della Pa, che non è previsto nel testo. L’ipotesi - secondo quanto viene riferito - era stata proposta in cabina di regia da Dario Franceschini e aveva incassato l’accordo di Roberto Speranza e Renato Brunetta. Silente Giancarlo Giorgetti, mentre Stefano Patuanelli aveva chiesto un supplemento di riflessione e un confronto con il M5S. La somministrazione dei vaccini in farmacia è invece prorogata fino al 31 dicembre 2022. Per coprire i "relativi oneri" vengono stanziati 4.800.000 euro.

 

 

Dal 30 dicembre inoltre l’accesso a musei e luoghi di cultura, piscine, palestre e sport di squadra, centri benessere e centri termali, centri culturali, sociali e ricreativi, sale gioco, sale bingo e casinò sarà consentito solo a chi è in possesso del super green pass, dunque solo ai vaccinati e ai guariti. Esclusi dall’obbligo i minori di 12 anni e i soggetti esentati dalla campagna vaccinale. Infine dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge fino al 31 gennaio 2022, sono vietati le feste, comunque denominate, gli eventi a queste assimilati e i concerti che implichino assembramenti in spazi aperti.