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Reddito di cittadinanza, altri furbetti scoperti: a Palermo denunciato un uomo già condannato per mafia

Christian Campigli
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Non c'è pace per la legge simbolo dei Grillini. Ogni settimana, puntuale come le tasse da pagare a fine anno, giungono notizie sui cosiddetti “furbetti del reddito”. Il termine, quasi bonario, non deve però trarre in inganno: si tratta, in realtà, di autentici truffatori, ladri della peggior specie, che hanno la pretesa di campare con i denari dello Stato. Senza averne i titoli né il diritto. I carabinieri della compagnia di Misilmeri, popoloso centro in provincia di Palermo e del gruppo tutela del lavoro del capoluogo siciliano hanno denunciato trentanove persone in stato di libertà alla procura di Termini Imerese, residenti nei comuni del comprensorio, per indebita percezione del reddito di cittadinanza.

 

 

Le venticinque donne ed i quattordici uomini vivevano a Bolognetta, Belmonte Mezzagno, Campofelice, Godrano, Villafrati, Ficarazzi e Bagheria. Il danno erariale complessivo è stato quantificato in oltre trecentomila euro. Ovviamente sono in corso le procedure per la sospensione del sussidio ed il recupero delle somme ingiustamente percepite. Le denunce sono il frutto di un'indagine iniziata nell'ottobre scorso. Le persone coinvolte avevano presentato dichiarazioni farlocche, omettendo informazioni che avrebbero, di fatto,  bloccato l'erogazione dell'aiuto di Stato. In poche parole, hanno nascosto di avere immobili, di lavorare, anche a nero e di avere pendenze con la giustizia. Tra questi onesti gentiluomini, ve ne era uno, originario di Bolognetta, già condannato per associazione per delinquere di tipo mafioso. A marzo del 1999 era stato coinvolto nell'operazione denominata “Ogliastro”. Tra i trentanove indagati, figurano anche persone sottoposte a misure di prevenzione e sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno. E, ciliegina sulla torta, non mancano nemmeno alcuni stranieri, con meno di dieci anni di permanenza sul territorio italiano e, pertanto, privi dei requisiti necessari. Una notizia che si somma alle indagini portate avanti dalla guardia di finanza del Trentino-Alto Adige, che ha fatto luce ieri su ventuno “furbetti del reddito” a Bolzano e quarantacinque a Trento.

 

 

Notizie che danno nuova linfa ad una polemica politica mai sopita, quella tra il centrodestra e Italia Viva da una parte e il Movimento Cinque Stelle dall'altra (col Partito Democratico che cerca di svolgere l'ingrato compito di mediatore). In particolar modo il leader della Lega, Matteo Salvini, ha ribadito in queste ore la sua posizione. “Dobbiamo trovare altri fondi per contrastare il caro bollette, magari tagliando gli sprechi dei furbetti del reddito di cittadinanza. C'è gente con il Porsche, che va a sciare, che ha tre ville, va in vacanza o gli stranieri che vengono solo per incassarlo. Chi è disabile o non può lavorare va aiutato, ma ci sono centinaia di migliaia di persone, molti stranieri, che incassano e se ne vanno”. Una nuova inchiesta, che ha pizzicato trentanove truffatori. Pronti a tutto, pur di campare sulle spalle degli onesti contribuenti. Una legge al centro di un aspro dibattito, che rischia di generare mille polemiche politiche. E nessun miglioramento reale.