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Contri e la lite a Cartabianca: "Mi hanno teso una trappola, ma con Caprarica ho fatto una battuta infelice"

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Alberto Contri, il professore di Comunicazione sociale no green pass, è tornato sulla lite in tv avuta a Cartabianca con Andrea Scanzi, Antonio Caprarica e la conduttrice Bianca Berlinguer. "A Cartabianca ho subito un’aggressione senza precedenti - ha raccontato all'Adnkronos -, mi hanno teso una trappola e glielo sottoscrivo di sicuro: non ci tornerò mai più, sono assolutamente pentito".

 

 

"Mi avevano chiamato prospettandomi una situazione con un certo parterre di ospiti, equilibrato, ed ho accettato in buona fede, invece mi sono trovato a fianco Scanzi, della cui presenza non mi avevano nemmeno avvisato - ha spiegato - quando è venuto il mio turno di parlare, mi ha sparato addosso una serie di insulti incredibile, tra cui l’accusa, per me gravissima e irrispettosa, di essere ormai troppo vecchio per poter parlare in televisione".

 

 

Poi Contri ha attaccato Bianca Berlinguer: "Si è comportata veramente male - ha sottolineato -. Anche la battuta in cui ha sottolineato che stavo uscendo dalla parte sbagliata, come se fossi un vecchio rinc*********, era veramente fuori luogo. Se questo è il giornalismo siamo ridotti molto male". Dell’episodio a Cartabianca ha solo un’ammenda da fare: "Quando Caprarica ha cominciato a discettare di etica pubblica ponendo dei dubbi su chi dovesse o meno parlare in tv ammetto che mi sono davvero alterato, e mi sono permesso di fare quella battuta forse infelice sulle sue note spese. Non la rifarei, ma davvero mi è saltata la mosca al naso, l’argomento per me è molto delicato e mi sono alterato, ammetto che non avrei dovuto", ha affermato Contri.

 

 

Contri ha quindi rivelato un retroscena: "Una volta uscito, dietro le quinte mi hanno implorato in ginocchio di rientrare. Ma non succederà mai più: noi che abbiamo idee alternative siamo diventati il cibo dei gladiatori che serve per alimentare il sangue dall’arena, grazie ma no. Forse ci dobbiamo sottrarre e costruire un canale social a parte, un network indipendente - ha aggiunto ancora all’Adnkronos - e poi cercare pian piano di portare lì tutti i nostri contatti. D’altro canto convincere la massa che è inebetita è difficile, si va solo ad offrirsi come carne da cannone".