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Insegnante morta dopo Astrazeneca, il fratello: "Ha pagato con la vita per aver fatto il suo dovere"

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I consulenti della procura di Messina hanno attestato la correlazione della morte dell'insegnante Augusta Turiaco con la somministrazione del vaccino anti Covid Astrazeneca. "Augusta Turiaco prima di sottoporsi al vaccino non ha avuto una adeguata e corretta informazione degli effetti collaterali e delle possibili conseguenze. Solo dopo le tragedie del mese di marzo e di aprile, AstraZeneca ha integrato le informazioni per chi si sottopone al trattamento di vaccinazione", ha affermato all’AdnKronos l’avvocato Daniela Agnello, legale della famiglia Turiaco.

 

 

"Abbiamo chiesto alla Procura di intervenire - ha aggiunto infine il legale - anche nell’interesse del diritto alla salute della collettività e nel rispetto della campagna vaccinale sperimentata e sicura". A parlare anche il fratello di Augusta Turiaco: "Come famiglia siamo stati sempre a favore della campagna vaccinale ed abbiamo invitato tutti a vaccinarsi. Abbiamo chiesto se AstraZeneca fosse o no un vaccino sicuro", ha affermato Nunzio ancora all'Adnkronos.

 

 

E ancora: "Abbiamo chiesto se i trials sulla sperimentazione sono stati condotti in maniera corretta - ha dichiarato Nunzio Turiaco - dal momento che non hanno tenuto conto della pubblicazione di studi scientifici del 2007 che mettevano in risalto che i vaccini a vettore adenovirale potevano dare problemi di trombocitopenia. Per noi la risposta sulla sicurezza di Astrazeneca è stata data dalla sospensione della somministrazione in Italia e in altri paesi europei. Nessuno potrà restituirci Augusta - ha concluso il fratello della vittima - morta per avere fatto il suo dovere come cittadina e come insegnante, vaccinandosi".