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Vercelli, tentata estorsione ai Loro Piana: arrestato funzionario Agenzia delle Entrate. Nel suo computer una "classifica dei ricchi" da spennare

Christian Campigli
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Praticando lo zoppo, si impara a zoppicare. Un detto popolare, antico quanto il tempo, che si adatta alla perfezione ad una grottesca vicenda giudiziaria. Che, se non fosse comica, kafkiana per certi versi, sarebbe drammatica. I carabinieri di Milano hanno eseguito a Vercelli un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari di Torino, nei confronti di un funzionario dell'Agenzia delle Entrate del capoluogo piemontese. Accusato di accesso abusivo al sistema informatico e tentata estorsione ai danni della famiglia di imprenditori Loro Piana. Un'indagine partita dopo la denuncia della moglie del defunto imprenditore Sergio Loro Piana, che era stata vittima di un ricatto, perpetrato attraverso una richiesta anonima di trecentomila euro. Un tentativo di estorsione, che prevedeva la minaccia di divulgare informazioni riservate, su una vertenza tra la società leader incontrastata nei prodotti di cashmere e il fisco italiano.

 

 

Gli uomini in divisa hanno scoperto, durante gli accertamenti, che l'indagato, autore della richiesta di ottocento sterline d'oro (che equivalgono, spicciolo più, spicciolo meno, a trecentomila euro), aveva effettuato alcune interrogazioni nella banca dati dell'Agenzia delle Entrate, denominata "Serpico". Nonostante non avesse  alcun incarico formale. Questa sua dedizione al lavoro non aveva però finalità professionali. Non si trattava di un crumiro, pronto a restare in ufficio anche di domenica e nei giorni festivi pur di pizzicare i tanti, troppi evasori presenti nel nostro Paese. Nelle sue intenzioni non c'erano propositi altruistici, come ad esempio recuperare tasse non versate, con le quali poi costruire ospedali, aumentare il numero delle forze dell'ordine presenti sul territorio o rendere meno obsolete le fatiscenti scuole pubbliche dello stivale. No, il funzionario, stanco di combattere contro un nemico troppo forte, aveva deciso di passare al lato oscuro della forza. E di diventare, a sua volta, un malvivente. Pronto a ricattare un imprenditore di successo, che ha realizzato un brand famoso in tutto il mondo e che dà lavoro ad oltre duemilaseicento dipendenti.

 

 

L'impiegato, pronto a tutto pur di entrare nell'Olimpo di “quelli coi soldi”, aveva raccolto informazioni non solo sul conto dell'azienda Loro Piana, ma aveva anche stilato ed archiviato nel computer della sua postazione di lavoro una vera e propria classifica degli imprenditori più facoltosi della provincia di Vercelli. L'ipotesi investigativa sulla quale stanno lavorando gli inquirenti è che il dipendente dell'Agenzia delle Entrate, una volta finito con la famosa ditta di filati, sarebbe poi passato a “spennare” qualche altro industriale. Un ricatto bieco e senza scrupoli. Una vicenda grottesca, nella quale l'investigatore assume i panni del malvivente. Un dipendente del fisco fermato appena in tempo dai carabinieri, ma pronto a tutto per di diventare ricco. Anche a delinquere.