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Torino, arrestata banda che svaligiava banche: i rapinatori si ispiravano a La Casa di Carta

Christian Campigli
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Un successo planetario. Visto in ogni angolo del globo. Un'opera di fantasia, che purtroppo ha ispirato, nella realtà di tutti i giorni, due malviventi. Convinti che bastasse seguire, pedissequamente, la trama del capolavoro di Netflix per farla franca. Si chiamavano tra di loro “Professore” ed “Helsinki”, come due tra i protagonisti della celebre serie televisiva “La casa di carta”, i pregiudicati torinesi arrestati dagli investigatori della squadra mobile di Torino. Insieme ad una donna, che avrebbe fatto “il palo”, sono accusati di essere gli autori della rapina avvenuta lo scorso settembre in una banca di Milano.

 

 

Per M.G., 43 anni, e C.R.73 anni, il tribunale del capoluogo meneghino, su indicazione della procura locale, ha chiesto l'arresto in carcere, mentre per la donna, S.E. di 53 anni, anche lei torinese, i domiciliari. Il 22 settembre i due uomini, entrambi travestiti, erano entrati in un istituto di credito di via delle Forze Armate, all'angolo con via Rismondo e avevano preso in ostaggio i dipendenti della banca e i clienti presenti in quel momento nella filiale, per circa trenta minuti. Puntando loro addosso, senza tanti giri di parole, due pistole cariche. I due si erano poi portati via un bottino di tutto rispetto: trecentoventi mila euro. Non sarà stato il colpo del secolo, non avrà messo in crisi le riserve auree italiane, ma si sa, la realtà è spessa più avara rispetto ai sogni. E ai bei film. Successivamente i due si erano allontanati a bordo di un'auto condotta dalla donna, che li attendeva nelle immediate vicinanze. M.G e S.E. ci avevano preso gusto. E insieme ad un altro complice, il 2 novembre scorso, erano stati arrestati per una tentata rapina aggravata ai danni della filiale di un'altra banca. Durante la perquisizione in casa di C.R. gli investigatori avevano ritrovato cinquantasei mila euro, nascoste sotto alcune piastrelle del pavimento. Come nei poliziotteschi degli anni Settanta, quelli resi immortali da Umberto Lenzi, Tomas Milian e Maurizio Merli. Sequestrati, questa mattina, altri quaranta mila euro, che la donna, il “palo”, custodiva in una cassetta di sicurezza.

 

 

Una notizia di cronaca che arriva a pochi giorni dall'inizio della stagione finale de “La casa di Carta”, quella che dovrebbe svelare gli ultimi enigmi rimasti ancora oscuri. Netflix ha confermato che nel 2023 uscirà anche uno spin off (ovvero una serie il cui protagonista appariva in precedenza come personaggio secondario in un altro telefilm), che avrà come figura principale quella di Berlino. È ufficiale anche il remake coreano. “Spero che anche la nostra versione, che arriverà il prossimo anno, possa ricevere amore e sostegno, come dimostrato dai fan di tutto il mondo per la serie originale – ha commentato Park Hae-Soo, l'attore orientale diventato famoso per essere stato la star indiscussa di Squid Game – È un onore per me partecipare a un progetto meraviglioso e soprattutto rendere Berlino un personaggio straordinario”. Un'opera di fantasia straordinaria, che riesce ad abbinare ritmo, una trama avventurosa e dialoghi ben studiati. Ma che tale deve restare. Perché nella realtà, compiere rapine è un reato. E dove c'è un reato c'è sempre una vittima.